“POST, Rethink The Future”, la mostra d’arte in Grecia in co-organizzazione con la Comunità Ellenica Siciliana Trinacria

The Blender Gallery in co-organizzazione con la Comunità Ellenica Siciliana Trinacria di Palermo, presenta la mostra collettiva “POST, Rethink The Future”. La mostra curata da Francesco Piazza è realizzata con il prezioso supporto dell’Ambasciata d’Italia ad Atene, di Tempo Forte e dell’Istituto Italiano di Cultura di Atene e di Vassilis Karampatsas.

 

Artisti partecipanti: Valentina Biasetti, Demetrio Di Grado, Alexandros Maganiotis, Konstantinos Patsios.

 

Κonstantinos Patsios, The Kiss, 38cm x 30cm, Collage e inchiostro su carta

Κonstantinos Patsios, The Kiss, 38cm x 30cm, Collage e inchiostro su carta

 

Il termine Post definisce abitualmente una collocazione temporale ma è anche un modo di dire ormai entrato nel linguaggio comune. É la “pubblicazione” della nostra esistenza un istante dopo averla vissuta. Perché ogni volta che descriviamo la realtà essa è già passata e, in definitiva, “Post” ci dice ciò che è finito, ma non che cosa ci aspetta e prefigura la possibilità dell’esistenza di un “nuovo” altro che, non siamo in grado di immaginare.

La nostra società già a partire dalla metà degli anni ‘80 si è trovata a confrontarsi con il concetto di post-qualcosa (post-industriale, post-coloniale, post-strutturalista, post-ideologico, post-umano etc.) ma, a ben vedere, in questa ossessione per il “dopo” si possono intravedere sia i segni di una debolezza linguistica -nella difficoltà a definire ideologie e movimenti culturali di nuova formazione- sia il tentativo di dominare la società: perché quel prefisso, apparentemente innocuo, consente di sollevarsi al di sopra del proprio tempo e di osservarne dall’alto il paesaggio di rovine.

Valentina Biasetti, Poiesis 6, 39cm x 39cm, Matita e collage su carta su legno

Valentina Biasetti, Poiesis 6, 39cm x 39cm, Matita e collage su carta su legno

 

Questo consente all’uomo di illudersi di poter reinventare il proprio futuro, anche manipolando la verità, costruendo una narrazione immaginaria, non veritiera del mondo che verrà, aperta al sogno e all’utopia e vincolata a certi aspetti della nostra esistenza che ormai si sono modificati per sempre. L’arte, in quanto “manipolatrice della verità”, come affermava Platone, può sicuramente contribuire alla costruzione di questa narrazione. Tutto quello che viene dopo, ovvero la rappresentazione della realtà, è essa stessa mimesi. Post è quindi, tristemente, la perdita dell’innocenza!

 

Demetrio Di Grado, 21cm x 29.7cm , Collage analogico

Demetrio Di Grado, 21cm x 29.7cm , Collage analogico

 

É la consapevolezza che il domani non sarà, probabilmente, come lo immaginiamo o come lo desideriamo. Le opere dei quattro artisti invitati esprimono una riflessione critica sulla contemporaneità: chi siamo e chi saremo. Il collage per la sua estrema duttilità compositiva unitamente alla ricerca iconografica e all’utilizzo della metafora come strumento comunicativo e di riflessione, ha consentito agli artisti di esprimere a vari livelli la loro visione del mondo; da quella più intima e familiare intrisa di sogno (Biasetti), ad una costruita attraverso architetture che fanno del paradosso il loro punto di forza (Di Grado), a quella che descrive i passaggi esistenziali, della definizione della propria identità (Maganiotis), ad una in cui viene descritta una società resa ancora più fragile da processi irreversibili di globalizzazione e dai grandi temi socio politici (Patsios).

 

Alexandros Maganiotis, dalla serie postcards, 10cm x 15cm , Collage e acrilico su carta

Alexandros Maganiotis, dalla serie postcards, 10cm x 15cm , Collage e acrilico su carta

 

Questi quattro approcci confluiscono in un’Opera Comune che rappresenta un ideale punto di congiunzione ed è composta da 4 carte che insieme danno vita ad un’unica narrazione connessa ai lavori in mostra. Ad ogni artista è stata assegnata una lettera della parola POST. Biasetti P, Di Grado O, Maganiotis S, Patsios T. Ciascun artista ha utilizzato la lettera come spunto per una riflessione sul tema della memoria, della vita presente e di quella futura. Spetterà alla sensibilità di ognuno di noi inserire l’Opera Comune dentro lo spazio mentale che più ci è congegnale: all’inizio della mostra come strumento di conoscenza o durante il percorso come momento di riflessione oppure alla fine, per riassumere il vocabolario di ciascun artista codificandone il pensiero.

 

Francesco Piazza, curatore


 

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