polifemo-accecato

A cura di Alessia Giaquinta

“Aiuto! Mi ha accecato Nessuno” gridò ferocemente Polifemo, in preda alla rabbia.
Pare sia questo il motivo leggendario della nascita dei meravigliosi Faraglioni nel mare di Acitrezza. Ricostruiamo il mitico racconto, ambientato nella nostra bella Sicilia, che ispirò scrittori come Omero, Euripide e Virgilio.
Si racconta che Ulisse, dopo l’assedio di Troia, si mise in viaggio per tornare nella sua terra, Itaca. Il viaggio però fu ostacolato dall’ira di alcune divinità tanto che l’eroe omerico approdò in numerosi posti prima di tornare in patria. L’astuto Ulisse, nel suo viaggio, giunse nella “Terra dei Ciclopi” così chiamata perché abitata da creature mostruose che possedevano un solo occhio.
Questa terra pare fosse proprio in prossimità del vulcano Etna dove – il mito racconta – i Ciclopi forgiavano le armi e le saette per Zeus, il padre degli dèi.
Polifemo era il più terribile tra loro. Quando Ulisse, insieme ai suoi compagni d’avventura, giunse presso la sua grotta affinché ricevesse ospitalità, percepì l’imminente pericolo. Polifemo infatti, infastidito dalla presenza degli estranei e, tra l’altro, in preda alla fame, divorò inizialmente due compagni di Ulisse. Gli altri, intanto, erano riusciti a nascondersi mentre l’eroe greco meditava come fuggire da quella pericolosa situazione. Ulisse aveva portato in dono a Polifemo del vino, nettare degli dèi. Il ciclope ne bevve al punto tale da ubriacarsi. Ulisse, intanto, si era presentato con il nome di “Nessuno” e aveva iniziato ad attuare un piano formidabile: prendersi gioco del mostruoso ciclope e così mettersi in salvo.
Ulisse, approfittando dello stato di ubriachezza di Polifemo, lo accecò colpendolo con un grosso tronco arroventato. Ecco: le urla di Polifemo rimbombarono fragorosamente tanto da richiamare l’attenzione dei suoi fratelli Ciclopi.
“Polifemo, chi ti ha accecato?” gli chiesero, preoccupati. “È stato Nessuno! Nessuno!” rispose lui, in preda alla collera e ormai privo dell’unico occhio che aveva.
Ulisse e i suoi compagni, intanto, erano riusciti a fuggire.
Polifemo cercò subito di vendicarsi: sollevò alcune masse di pietra lavica e le lanciò in mare, sperando di colpire colui che lo aveva ingannato.
Ulisse però, era già in viaggio, verso nuove terre. I massi, invece, si depositarono in mare dando vita ai Faraglioni, meravigliose testimonianze dell’ira di Polifemo, accecato dall’astuzia di “Nessuno”.

 

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