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Bianca Food Bianca Magazine N.25

L’oro verde di Sicilia, il pistacchio di Bronte

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Articolo di Alessia Giaquinta    Foto di Antonio Currenti

 

“Il pistacchio non fa ingrassare”. A confermarlo sono numerosi studi scientifici condotti in tutto il mondo.
Basterebbe già questo per considerarlo un prodotto d’eccellenza ma, andiamo oltre: infinite, infatti, sono le proprietà benefiche che possiede. Antiossidante, diuretico, riduce il rischio di patologie polmonari, dà equilibrio alla pressione arteriosa e al colesterolo, utile contro lo stress e apporta notevoli benefici al sistema cardiovascolare, oltre a ridurre il rischio di degenerazione maculare causata dall’avanzamento d’età.
Insomma, la notizia buona è che, oltre al gradevole sapore aromatico e a non incidere sulla bilancia, il pistacchio è un vero toccasana per l’organismo. Quella meno buona, invece, dice che tutti i bellissimi motivi che abbiamo sopra citato non bastano per mangiarne in quantità illimitata. Eh già, …altrimenti avremmo il paradiso!
Considerato l’ “oro verde di Sicilia”, il pistacchio di Bronte rappresenta un’ eccellenza certificata con il marchio DOP nel 2009 e tutelata anche dal Presidio Slow Food.
Giacobbe ne fece dono al faraone, nel 1802 a.C., ma in Sicilia la coltivazione si deve agli Arabi tra l’VIII e il IX secolo, periodo della loro dominazione nell’Isola. Il nome pistacchio, infatti, si rifà all’arabo fastuq da cui derivano i rispettivi termini dialettali siciliani: fastùca (il pistacchio) e fastucara (coloro che raccolgono il frutto o albero del pistacchio).
Una coltivazione che poi in Sicilia fu valorizzata nel ventesimo secolo, facendo del pistacchio una vera e propria risorsa peculiare del territorio etneo. È, infatti, alle pendici del grande vulcano che nascono, protetti da un rigido guscio, tra i più buoni semi di pistacchio al mondo. A Bronte, in particolare, questa pianta ha trovato le condizioni climatiche favorevoli utili non solo alla produzione ma anche al conferimento del gusto. Il particolare clima subtropicale, il terreno di origine vulcanica, i venti e il tasso di umidità conferiscono al pistacchio di Bronte un gusto con il quale le altre varietà coltivate altrove non possono competere.
È per questo che in tutto il mondo viene apprezzato e commercializzato, per la produzione di creme, dolci, granelle, ma anche nel settore cosmetico e farmaceutico (i pistacchi, infatti, contengono moltissimi sali minerali e vitamine utili all’organismo).
Tra settembre ed ottobre, periodo della raccolta, a Bronte si tiene la Sagra del Pistacchio (*quest’anno, a causa dell’emergenza Covid-19, non si assicura lo svolgersi della manifestazione), uno degli appuntamenti più ghiotti a cui poter partecipare. Il rischio potrebbe essere quello di tornare a casa con qualche grammo, se non chilo, di “oro verde” siciliano in borsa che non tarderà, di certo, ad essere consumato.

 

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