di Omar Gelsomino  Foto di Samuel Tasca

Con questa rubrica intervistando delle personalità politiche, della cultura, dello spettacolo, ecc vogliamo far conoscere la persona, la sua storia, i suoi valori, i suoi sentimenti, i suoi interessi, quali ragioni le hanno spinte a determinate scelte. Insomma scoprire realmente chi sono al di fuori del ruolo che svolgono quotidianamente in Enti ed Istituzioni sia pubbliche che private.

Chi è Pippo Purpora?
«La domanda mi mette in difficoltà poiché è difficile parlare di se stessi. In ogni caso, facendo uno sforzo, posso dire che mi sento una persona comune che nel tempo ha maturato delle competenze derivanti dalle esperienze di vita e dalla professione che ho svolto stando a contatto con la gente. Sono, altresì, titolare della azienda agricola creata da mio nonno Peppino Purpora, gestita da mio padre, che da circa dieci anni conduco insieme alla mia famiglia».

Come mai decise di iscriversi in Giurisprudenza e poi svolgere l’attività di avvocato?
«L’iscrizione a Giurisprudenza è stata quasi una cosa normale. Sono cresciuto tra le carte di mio padre poiché spesso stavo in studio. Non ho voluto mai fare cosa diversa dall’avvocato; l’ho sempre considerato un privilegio anche se ai giorni nostri è una professione estremamente decaduta né più né meno come la società che viviamo».
Qual è stato il motivo che ha determinato la sua scelta ad aderire al Movimento 5 Stelle?
«La scelta del Movimento 5 stelle è stata quasi naturale; ci sono entrato nel 2012 ed in quelle elezioni sono stato candidato alle comunali».

La sua famiglia come ha accolto la scelta di candidarsi a sindaco?
«La scelta di candidarmi è stata prima valutata dalla famiglia alla quale devo sempre rapportarmi».

Lei è stato appena eletto sindaco del Comune di Grammichele. Da quanti anni fa politica e come mai la scelta di candidarsi a sindaco?
«L’elezione è stata una parentesi nella quale ho deciso, insieme ai ragazzi del Movimento 5 Stelle, di provare a dare una alternativa alle solite logiche di sistema. La disponibilità a candidarmi o a non candidarmi per il vero è stato frutto di una decisione collettiva che mi ha visto sempre molto prudente, anche per i numerosi impegni di natura familiare, professionale ed agricola».

Come fa un avvocato di successo come lei a svolgere un’attività parimenti impegnativa qual è quella di un sindaco? Come concilia le due cose?
«Fare il padre, l’avvocato e l’imprenditore non è una cosa semplice: aggiungere anche l’onore e l’onere di fare il primo cittadino ha di fatto messo da parte gli altri ben importanti compiti».

Come è cambiato il suo rapporto con la città e i suoi concittadini da quando è sindaco?
«Il rapporto con la città è sempre stato ottimo. Avere un rapporto privilegiato con i cittadini è una cosa nuova e per molti aspetti anche piacevole…. Le istanze sono moltissime e i bisogni pure. A volte è frustrante non poter dare risposte concrete ai loro bisogni».

Nel complicato mondo della politica è possibile riuscire a coltivare vere amicizie?
«Le amicizie sono quelle che ti hanno accompagnato per tutta la tua vita; quelle della politica sono altro».

Cosa pensa del futuro? Cosa si augura?
«Mi auguro solo di fare bene per la mia città».

pippo purpora

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