Articolo di Angelo Barone,  Foto di Valter Speciale

Incontriamo a Catania Pietro Agen, Presidente della Camera di Commercio del Sud-Est Sicilia, organismo che riunisce le Camere di Catania, Siracusa e Ragusa, mentre si gode il successo dei Campionati Europei Giovanili di sci alpinismo sull’Etna. Lo troviamo felice perché una sua grande passione sportiva è stata una buona occasione per promuovere la Sicilia facendo vivere a tanti atleti, provenienti da tutto il mondo, un’esperienza unica: sciare nei paesaggi suggestivi dell’Etna; e nello stesso tempo lo troviamo determinato a definire un programma della Camera di Commercio condiviso e partecipato da tutto il mondo imprenditoriale.

Presidente da dove si comincia?
«Dal riprendere il ruolo attivo finalizzato alla crescita del territorio, la Camera deve diventare il luogo del confronto su tutte le tematiche che riguardano il mondo imprenditoriale e delle scelte da fare con progetti definiti e responsabilità individuabili in capo ai diversi componenti della Giunta Camerale e a un funzionario della stessa. Occorre omogeneizzare i servizi in tutte le sedi e specializzare le stesse in funzione alla peculiarità territoriale e ai programmi da realizzare valorizzando le migliori competenze presenti, ad esempio se la sede di Ragusa ha maturato servizi ed esperienze positive nel settore agricolo, adegueremo i servizi di tutte le sedi a quell’esperienza e individueremo le responsabilità nella sede di Ragusa. Lo stesso criterio vale per tutti i servizi e i programmi da realizzare».
Abbiamo capito che Ragusa può essere il polo d’eccellenza per il settore agroalimentare, quali programmi per Catania e Siracusa?
«A Catania sono maturate esperienze positive nel settore espositivo e c’è una forte domanda di turismo congressuale, dobbiamo programmare la realizzazione di un centro congressi e un’area espositiva adeguati. Eataly desidera investire in questa città, bene credo che per questo progetto l’area dell’ex mercato ortofrutticolo sia adeguata. Con Eataly possiamo avere un rapporto di sinergia con il suo canale di vendita per le nostre produzioni agroalimentari di qualità. Dobbiamo sfruttare meglio le potenzialità turistiche ed enogastronomiche dell’Etna e penso anche a una scuola di alta formazione alimentare. Siracusa deve vendere meglio il grande patrimonio culturale di cui dispone, abbiamo una bella e grande sede di 5.550 mq, dove lavorano quattordici dipendenti, penso che possiamo farla diventare una centrale di sviluppo turistico e culturale. Una struttura tematica che metta in rete il Barocco del Val di Noto e valorizzi tutta l’area compresi i centri minori come Militello».

Presidente, come sviluppiamo i sistemi logistici del Sud-Est con gli aeroporti e i porti?
«Qui occorre fare una premessa. L’obiettivo è privatizzare il sistema aeroportuale a cominciare da quello di Catania e senza dimenticare il ruolo strategico di quello di Comiso. Ora andiamo con ordine, l’aeroporto di Catania cresce in modo adeguato in numero di passeggeri, ma subisce una grossa concorrenza da parte dei privati sui parcheggi e non possiamo tenere chiuso il parcheggio multipiano per un contenzioso che dura da troppo tempo, così come bisogna adeguare nei tempi i bandi per la concessione delle aree commerciali. A Comiso bisogna dare una soluzione alla mancata ricapitalizzazione della SOACO e allo stesso tempo si deve mettere mano ai costi di gestione. Non è possibile avere perdite notevoli e allo stesso tempo stipendi più alti per gli addetti di Comiso rispetto a quelli di Catania, così come avere trenta incaricati alla security sia in estate quando ci sono dieci voli sia in inverno con un solo volo. I due aeroporti devono lavorare in sinergia come sistema per garantire migliori servizi e fare economie di scala. I porti di Catania e Siracusa devono puntare su turismo, passeggeri e crociere, Augusta sui container e Pozzallo deve continuare a specializzarsi sulle merci leggere e sulle merci sfuse e rafforzare i collegamenti con Malta».

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