Articolo e Foto di Gaetano Belverde

Ad Enna, i riti della Settimana Santa sono senza dubbio un lascito della dominazione spagnola, nati però su un substrato religioso frutto di sedimentazioni di culture e riti ancora più antichi. Le confraternite che animano la Pasqua ennese furono fondate sulla base delle “confradias iberiche” e trassero origine dalle associazioni corporative delle arti e dei mestieri create in Sicilia da parte dei viceré spagnoli a partire dal XVI secolo, nate come un’ unione fraterna tra i devoti con l’obiettivo di assistenza reciproca.
Le confraternite erano anche degli organi di potere che partecipavano attivamente alla vita politica e sociale con compiti specifici e privilegi elargiti nei secoli da sovrani e papi.
Ogni confraternita era ed è guidata da un rettore, in genere il più anziano e saggio, e nel periodo risorgimentale molte di queste diventarono delle sette segrete che si schierarono politicamente.
Dopo l’Unità d’Italia alcune vennero soppresse, venne loro revocato ogni privilegio e solo successivamente, nel 1929, con la firma dei Patti Lateranensi gli venne riconosciuto uno stato giuridico, con l’ obbligo di munirsi di uno statuto sotto la stretta dipendenza della diocesi di appartenenza.
Esiste anche un Collegio dei Rettori nato ufficialmente nel 1714 con il compito di coordinare le varie confraternite nelle loro attività religiose e sociali. Il Collegio fu sciolto nel 1783 dal viceré Domenico Caracciolo per via del grande potere che aveva conquistato e venne ricostituito solo nel 1944.
La Pasqua ad Enna inizia con la Domenica delle Palme e prosegue senza sosta per l’intera settimana, ogni giorno si può assistere ai diversi riti delle congregazioni che si alternano in adorazione e processione.
Senza dubbio il Venerdì Santo è il giorno clou dei riti pasquali, quando la città mette in scena una fastosa processione con circa 2.500 confrati in costume.
Sedici confraternite sfilano per la città in ordine di anzianità con in testa quella del SS. Salvatore, nata nel 1261, e in coda la Confraternita di Sant’Anna, nata nel 2011.
Nel 1740 si contavano ben 34 tra confraternite, compagnie e collegi, ciascuna con le proprie peculiarità, alcune si occupavano del sostentamento dei poveri, altre dell’assistenza agli ammalati ed altre ancora dei condannati a morte e della loro sepoltura.
I confrati della Compagnia della Passione portano in processione 25 vassoi con i simboli del martirio di Cristo, detti anche “misteri”, come ad esempio la corona, gli arnesi utilizzati per la flagellazione, i chiodi, la croce, la borsa con i trenta denari, la lanterna, il gallo.
La domenica di Pasqua si concludono le celebrazioni della Settimana Santa in piazza Duomo ove avviene l’incontro di Gesù Risorto con la Madonna dopo la commovente processione della pace.
Veniva chiamata “da paci” perché rappresentava un momento di unità tra le varie anime della società e fino al XVI secolo era l’unica occasione in cui i contadini potevano entrare in città e avere contatto con i cittadini che per il resto dell’anno rimanevano protetti dietro un possente muro.
Nonostante la primavera sia alle porte, nelle sere delle processioni pasquali, il freddo è pungente e sovente la bruma incornicia la città. Nebbia e oscurità donano un’aura di misticismo e mistero alle processioni, per certi versi inquietanti, animate da figure incappucciate che sbucano all’improvviso dai vicoli e dalle traverse buie e ispirano in ciascuno di noi delle paure primordiali, si torna per certi versi bambini e ci si spaventa e stupisce di questi confrati ma allo stesso tempo non si può fare a meno di inseguirli con lo sguardo e un velo di curiosità.
La Settimana Santa di Enna è un evento imperdibile nel panorama regionale, ogni anno richiama più di 60.000 presenze, un terzo delle quali per la sola giornata del Venerdì Santo. Il calendario delle processioni e degli eventi è disponibile sul sito www.settimanasantaenna.it.

 

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