Articolo e Foto di Samuel Tasca

Nel territorio del Calatino, nei pressi di contrada Piano San Paolo, si trova la Comunità Terapeutica “La Grazia”. Entrando attraverso il lungo viale alberato, si ha subito la sensazione di contatto con la natura, tipica di questo luogo immerso nella zona che precede la Riserva Naturalistica di Santo Pietro. Proprio qui, nel 2008, prende forma il progetto della “Fattoria Pedagogica” portato avanti dalla dott.ssa Paola Affettuoso, pedagogista specializzata in Neuropedagogia Clinica e Art Counselor, che, guidandoci per la fattoria, ci racconta di lei e del suo progetto, che quest’anno ha ricevuto un riconoscimento a livello nazionale, il Premio per l’esperienza As.Pe.I. 2018 (Associazione Pedagogica Italiana)
«La mia formazione nasce dal volontariato. Dopo gli studi ho iniziato a fare formazione nell’Art Counseling e mi sono specializzata nella Psicopatologia fenomenologico-relazionale. Da allora tante le esperienze e le iniziative come l’istituzione del Centro Studi “Sergio De Risio” e per ultima la fondazione dell’Associazione di Pedagogisti Koinè, assieme ad altri colleghi molto motivati e preparati».
Per la dott.ssa Affettuoso, infatti, la passione per le relazioni interpersonali e la curiosità verso l’altro sono sempre state motori pulsanti del suo percorso professionale nel settore della sanità mentale. «Sono certa che “la bellezza ci salverà” e ci renderà liberi, credo vivamente, infatti, nella possibilità di vedere sempre il bello che c’è negli altri e nel sostegno che si può dare per farlo emergere. Anche la natura, secondo me, è fondamentale nel concetto di bellezza, infatti, qui alla Comunità “La Grazia” viviamo immersi nel verde e questo fa stare bene non solo gli ospiti della comunità, che si occupa della riabilitazione di pazienti con disagi psicologici, ma anche tutti noi operatori».
È proprio da questo principio che parte il progetto della Fattoria Pedagogica. «Abbiamo intuito che un percorso di Zooantropologia e Pet Therapy poteva essere utile per i nostri pazienti, quindi abbiamo iniziato a formarci assieme al prof. Roberto Marchesini in Zooantropologia Assistita con gli animali. Abbiamo acquistato degli asini, incentrando inizialmente parte del nostro lavoro sulla onoterapia, e abbiamo allestito la fattoria. Superata questa prima fase […] abbiamo deciso di formare i nostri pazienti per far sì che diventassero anch’essi educatori della Pet Therapy, trasformandoli a tutti gli effetti in maestri di un percorso da rivolgere a terzi».
Da ormai otto anni, infatti, la Fattoria Pedagogica accoglie circa 2000-3000 bambini l’anno da scuole di ogni ordine e grado, permettendo di riscoprire il territorio attraverso dei percorsi guidati da ospiti della comunità. «Questo ci ha permesso – continua la dott.ssa Affettuoso – non solo di occupare il loro tempo in maniera costruttiva, ma anche di renderli una risorsa presso la comunità locale, cercando di abbattere lo stigma che gira attorno alla malattia mentale, poiché il bambino, che non ha pregiudizi, si approccia a una realtà complessa attraverso la mediazione della natura e degli animali, e restituisce ai nostri pazienti un forte guadagno sull’autostima e la socievolezza incidendo positivamente sui loro percorsi».
Al termine della nostra conversazione, non ci sorprendiamo affatto che un progetto così originale, innovativo e carico di valori sociali e pedagogici abbia ricevuto un premio così importante. «Ciò che mi rende più orgogliosa – ci dice la dottoressa quasi commossa – è aver potuto condividere questo premio con colleghi e pazienti che sono stati parte integrante di questo percorso. L’altro aspetto è sicuramente vedere le facce dei bambini quando vengono qui e restano stupiti e ammaliati dalla magia che c’è in questo luogo».
Terminiamo la nostra intervista e ci lasciamo alle spalle questo luogo con il suo verde, i suoi animali e il suo essere puro, che quotidianamente viene irradiato da quella bellezza che tanto ha ispirato la dott.ssa Paola Affettuoso.

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