Pantelleria, estasi e gioia per il palato

di Giulia Monaco   Foto di Alex Li Calzi, Elena Brignone, Gessica Di Piazza

Mare, laghi vulcanici e saune naturali. Una costa ricca di insenature e grotte marine in cui praticare snorkeling e pesca subacquea. Natura rigogliosa dai magnifici contrasti: il nero della costa lavica si scontra con il verde squillante della vegetazione, con i tetti bianchi dei dammusi (tipiche abitazioni rurali) e con un mare blu cobalto, creando un mix cromatico di fronte al quale è impossibile non restare incantati. Se queste ragioni non fossero ancora sufficienti per visitarla, la “Venere nera” ce ne regala uno in più, e ci seduce prendendoci per la gola e deliziando i nostri palati.

La commistione tra culture e l’incontro tra pratiche contadine e marinare conferiscono alla cucina pantesca un tocco speciale. La sua terra vulcanica, e perciò ricca di minerali, è gravida di sapori intensi e profumi unici. Coniugando sapientemente i frutti del mare e della terra, le ricette dell’isola sono la sintesi perfetta della più autentica gastronomia mediterranea. Se volessimo partire per un tour sensoriale alla scoperta dei sapori panteschi, cominceremmo sicuramente da lui, il re dell’isola: il cappero di Pantelleria, classificato come prodotto IGP. Il suo aroma penetrante è una vera e propria esplosione per il palato, e si presta ad arricchire pasta, pesce, insalate e focacce conferendo loro un sapore più intenso e deciso. Una piccola perla grigio-verde che impreziosisce ed esalta ogni sapore.


Degustando il cous-cous alla pantesca si sente l’eco della vicina Tunisia. Cent’anni fa molti contadini panteschi migrarono sulle coste del Nord Africa, e tornando portarono con sé alcune tradizioni che vennero però rivisitate: mentre in Tunisia il cous-cous è a base di carne di montone, quello pantesco si prepara con pesce fresco e verdure fritte. Una specialità locale dal tocco arabo!

Foto di Gessica Di Piazza

Anche il pesto pantesco (detto ammògghiu) è figlio di una commistione culturale: è, infatti, una rivisitazione del pesto genovese, e ci ricorda la presenza secolare del popolo ligure sull’isola. Si tratta di un condimento a base di pomodoro crudo, aglio, olio d’oliva, mentuccia, capperi, basilico e mandorle, che rende speciale un piatto di pasta, le bruschette o il pesce fresco.

I ravioli amari sono un’altra prelibatezza dell’isola, ma non fatevi ingannare dal nome: di amaro hanno ben poco. Ripieni di tumma (formaggio fresco ottenuto da latte vaccino appena munto) e foglie di menta, sono una vera delizia accompagnati con del sugo di pomodoro, conditi con burro e salvia o insaporiti semplicemente con sale, pepe e mentuccia.

L’insalata pantesca è un piatto semplice e al contempo un tripudio di sapori: preparata con patate lesse condite con olio, pomodori, cipolla cruda, capperi, olive e alici, con una spolverata di origano locale guadagnerà un posto d’onore nel vostro cuore e nelle vostre tavole.


Apriamo una dolce parentesi con un irresistibile dessert amato dai locali e dai visitatori: il Bacio Pantesco. Croccanti e friabili cialde fritte a forma di fiore, stella o ruota, ripiene di ricotta e, in alcune varianti, arricchite da scorze di limone e scaglie di cioccolato. Perfetto per regalarsi una pausa golosa e inebriante.

 

Foto di Elena Brignone

Un approfondimento speciale merita l’uva Zibibbo, dalla quale si ricavano il vino Zibibbo, il Passito e il Moscato, che possiamo considerare a ragion veduta nettari degli dèi. Narra la leggenda che per conquistare Apollo la dea punica Tanit, consigliata da Venere, si finse coppiera dell’Olimpo e sostituì all’ambrosia degli dèi il mosto delle uve di Pantelleria.
Una tradizione, quella dello Zibibbo, che parte più di 1000 anni fa da Capo Zebib, in Africa, per poi giungere a Pantelleria e guadagnarsi un posto d’onore tra i prodotti simbolo della sua generosa terra. La caratteristica pratica della vite dello zibibbo “ad alberello”, emblema di un’agricoltura tenace che ha saputo rendere fertile un terreno roccioso attraverso terrazzamenti e muretti a secco, ricavandone acini d’uva gustosi e succulenti, fa parte dal 2014 dei beni immateriali dell’Unesco.
Sospesa tra Italia e Africa, Pantelleria è un’isola feconda e ricca di meraviglie, ed è il luogo ideale per dedicarsi alla totale contemplazione della natura e dei suoi frutti.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments