di Alessia Giaquinta  Foto Meli

Sintetizzare il periodo pasquale – insieme ai riti, processioni, simboli e usanze – della città di Comiso, è un lavoro arduo per molteplici aspetti: da una parte la difficoltà di riassumere i numerosi eventi che la caratterizzano, dall’altra riuscire ad assegnare alla scrittura l’alta missione di rendere la solennità e la bellezza di una tradizione che affonda le radici nel periodo della dominazione spagnola in Sicilia e che, nel tempo, è rimasta inalterata.

La Pasqua a Comiso, infatti, è uno di quei momenti in cui ogni aspetto quotidiano acquista un ritmo diverso. A scandire le giornate dei comisani, durante la Settimana Santa, sono numerose celebrazioni, riti e processioni, oltre alla preparazione dei tradizionali cibi pasquali come le ‘mpanate o i pastieri ripieni di carne d’agnello o ancora i cassateddi ri ricotta.

La domenica che dà avvio alla Settimana Santa è quella delle Palme in cui si celebra l’arrivo di Gesù a Gerusalemme. Per l’occasione si organizza la benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo presso il sagrato della Chiesa dei Cappuccini e successivamente, attraverso una processione, si giunge alla Basilica dell’Annunziata ove si svolge la Solenne Celebrazione Eucaristica. Nel contempo, il comitato dei festeggiamenti, gira per le vie della città accompagnato dalla banda musicale per raccogliere i doni che la gente del luogo offre per la tradizionale cena, vendita all’asta dei prodotti offerti.

Il lunedì, il martedì e il mercoledì Santo sono caratterizzati da esercizi spirituali e incontri di preparazione alla Santa Pasqua.

Il Giovedì Santo, dopo la Messa in Coena Domini, inizia la visita dei fedeli agli Altari della Reposizione comunemente conosciuti come Sepolcri, allestiti nelle varie Chiese.

Il Venerdì Santo si svolge la Celebrazione della Passione del Signore e a seguire vi è la processione del Simulacro dell’Addolorata con il Cristo nell’urna organizzato, a seconda degli anni pari o dispari, dalle rispettive Chiesa dell’Annunziata o Chiesa Madre. Per l’anno corrente, questa sarà a cura della Chiesa Madre.

Il Sabato Santo, la mattina viene organizzata la benedizione delle uova pasquali (l’atto dello schiudersi simboleggia la nuova vita promessa con la Resurrezione) e la sera, durante la Veglia, la liturgia ripercorre il passaggio dalle tenebre alla luce simboleggiato dal buio che caratterizza l’interno della chiesa prima della proclamazione del Vangelo: in questo momento avviene la svelata dell’Altare dove cade a Taledda (la tela)posta durante la Quaresima, si riaccendono le luci mentre le campane iniziano festosamente a suonare. A seguito della Messa e della discesa dei simulacri, si effettua la Notturna ossia il giro del comitato per le vie della città sparando mortaretti per annunciare la gioia del Cristo Risorto.

Il momento clou è, però, la Domenica di Pasqua. La giornata inizia con lo sparo dei fuochi d’artificio e il giro di tre bande musicali per la città. Alle ore 10.00 la Messa Solenne è caratterizzata dalla processione del parroco verso l’Altare accompagnato da due bambini vestiti da angioletti che, nella processione a seguire, saranno posti rispettivamente accanto ai simulacri dell’Annunziata e del Risorto. Questi, di età compresa tra i 7 e i 9 anni, indossano abiti confezionati per l’occasione e hanno il compito di intonare il Regina Coeli. A questo punto avviene l’incontro frontale tra i due Simulacri che dà vita a paci, la pace.  Il movimento dell’incontro viene ripetuto per tre volte per poi culminare nel battito delle mani tra i portatori apri-fila di entrambi i simulacri.

A paci viene ripetuta davanti ad ogni chiesa. Particolare è l’incontro davanti la Chiesa Madre conosciuta come paci ro strittu, così chiamata per il restringersi della via che la precede.

La processione termina sempre oltre la mezzanotte.

Il giorno successivo, il Lunedì dell’Angelo, si chiudono i festeggiamenti con uno spettacolo pirotecnico e dopo la mezzanotte si spengono le bellissime luminarie che hanno illuminato le strade della città durante il periodo pasquale.

Nel cuore di ciascuno, dopo i festeggiamenti, resta a paci, quella data dall’incontro con Cristo e celebrata trionfalmente con una delle processioni più belle e caratteristiche della nostra terra.

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