Articolo di Sofia Cocchiaro  Foto di Antonio Bonifacio ( Studio Momm Photography)

Onorata Società, band nata a Ragusa intorno alla fine degli anni ’90, è formata da nove componenti accomunati dalla voglia di ciascuno di essi di trasformare la musica in un mezzo per esprimere un’ opinione forte e fortemente radicata alla realtà.
Il gruppo, rigorosamente autore dei testi e delle musiche, afferma di non essere mai riuscito a scrivere qualcosa di fine a se stesso. In ogni pezzo si avverte l’esigenza profonda di amoreggiare con la musica per informare.
Significativo tale assunto se si pensa che viviamo in un’ epoca nella quale si tende ad appiattire i pareri, conformare le idee e disperdere la cultura.
Proprio per questo noi di Bianca Magazine, sempre alla ricerca di “talenti di sostanza” abbiamo desiderato saperne di più su questa “nostra” eccellenza locale.

Come e quando nasce Onorata Società?
«I nostri incontri iniziano alla fine degli anni ‘90 quando, in una cantina con solo un microfono e due giradischi, iniziamo a sperimentare l’universo della canzone d’autore senza porci né regole né obiettivi se non quelli di dare libero sfogo alla creatività e al desiderio di utilizzare la musica quale strumento di denuncia sociale. Solo agli inizi degli anni 2000 iniziamo ad affrontare l’argomento musica da un punto di vista più professionale. Nascono così i nostri primi due album, “Follow me” e “Medicina popolare”. Nel 2016 infine, spinti ancora dalla necessità di informare e di avventurarci verso nuovi orizzonti musicali iniziamo a lavorare su nuovi testi e nuove sonorità che vedono la luce nel 2018 con l’uscita del nostro ultimo album “L’anima Animale”».

Siete nove gli elementi della band, come avete fatto a resistere tutto questo tempo?
«Ci siamo sempre ritenuti una famiglia e per questo, utilizzando la filosofia da cui prende spunto il nome della nostra band, le esigenze del singolo sono sempre state messe in secondo piano rispetto a quelle del gruppo. Ci sono stati anche momenti di tensione ed è innegabile che negli anni abbiamo più volte sfiorato l’idea dell’abbandono ma tale pensiero non è durato più di una giornata o due. Basta un concerto o una semplicissima serata in sala prove a farci capire che l’Onorata Società non può mollare».

Qual è il vostro stile musicale e quali i temi che vi stanno più a cuore?
«Definiamo il nostro genere “musica in continuo divenire”. La nostra musa ispiratrice è la “black music” ma ci affacciamo anche a tantissimi altri stili un po’ più elettronici o a riff di chitarra, più rock, a momenti pop o dance. I temi sono una caratteristica importantissima della band, da sempre. Abbiamo sempre raccontato ciò che i nostri occhi vedono, ciò che il nostro cervello elabora e ciò che il nostro cuore filtra».

Nel vostro ultimo album c’è un featuring con Lello Analfino dei “ Tinturia”. Come è nata questa collaborazione?
«Il featuring con Lello non era preventivato; è nato spontaneamente durante una delle notti passate allo studio di registrazione. Il brano sembrava già completo quando il cosiddetto “fenomeno inventivo” ha fatto si che nascessero nuove parole registrate da Lello sin da subito. La scelta di lasciare la sua voce è stata un’ ovvia conseguenza».

Qual è la vostra idea di successo?
«Il successo, da non confondere con la popolarità, s’ identifica per noi con il raggiungimento di un obiettivo. Nonostante molti dei nostri obiettivi siano già stati raggiunti tuttavia non possiamo sentirci arrivati anzi al contrario, riteniamo che chi si crede così ha finito, non ha più stimoli, forse ha perso. Non smetteremo mai di cercare nuovi successi, nuovi traguardi, siano essi dovuti alla creazione di un nuovo brano o all’aver emozionato il pubblico suonando l’ultima nota in un concerto. Quest’ ultimo, per noi animali da palco è il successo più gratificante che esista».

Certi che il successo non è altro che il miglior raggiungimento di un traguardo non possiamo che augurarvi infiniti traguardi.

 

 

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