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Nuova vita per il Baglio Messina a Custonaci (TP)

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Correva l’anno 1241, quando il Re Federico II di Svevia concesse all’Università di Monte San Giuliano (oggi Erice), il Baglio Messina, uno dei borghi rurali predisposto ad accogliere la popolazione di agricoltori di quel tempo che si apprestava a lavorare le coltivazioni comprese all’interno dei feudi del territorio allora conosciuto con il nome di “Riviera dei Marmi”.

Oggi, a distanza di 780 anni, il Baglio Messina, frazione del Comune di Custonaci (TP) sta per conoscere un nuovo risorgimento, grazie all’intervento di riqualificazione preposto dalla Regione Siciliana e all’impegno dei diversi imprenditori e cittadini locali che già da tempo hanno dimostrato il loro interesse nel rilancio economico e turistico dell’area.

«L’intervento che abbiamo finanziato – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – rappresenta un’azione importante in una porzione di territorio, un tempo borgo rurale, che negli ultimi decenni ha saputo reinventarsi con interventi in ambito turistico-culturale. Sottolineando la vocazione di questa zona e valorizzando le tradizioni etno-antropologiche e la singolarità dei luoghi, infatti, Custonaci ha saputo rendere più invitante un territorio che oggi ha anche incrementato la propria capacità ricettiva. L’intervento che andremo a realizzare –evidenzia l’assessore Samonà – è una manifestazione concreta dell’attenzione del Governo Musumeci al territorio e agli imprenditori che hanno investito le loro risorse per rendere sempre più accogliente un’area che oggi, riesce anche a gestire utilmente la vicinanza con località limitrofe e turisticamente attrattive, quali San Vito Lo Capo, riuscendo a cooptare una richiesta di accoglienza che proviene da tutto il mondo».

Tutto il borgo verrà investito dell’intervento di riqualificazione: le vie principali con una nuova pavimentazione, la realizzazione degli impianti di illuminazione e di smaltimento delle acque, la revisione del verde, la realizzazione dei camminamenti pedonali. L’azione, che dovrebbe essere terminata tra circa un anno, prevede l’impiego del marmo locale, fiore all’occhiello e caposaldo dell’economia custonacese.

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