A TUTTO VOLUME a cura di Paperboatsongs

Al teatro Donna Fugata di Ragusa Ibla il 26 aprile arriva “Musiche in Miniatura”. La manifestazione che ha preso il via sabato 24 marzo in Lombardia percorrendo tutta la nostra penisola, terminerà giovedì 26 aprile alle ore 21:00 al teatro Donna Fugata di Ragusa Ibla.
“Musiche in Miniatura” è un tour di concerti che ha lo scopo di promuovere e riportare la musica pop, jazz e bossa nova nei teatri. Sul palco il cantautore Maurizio Chi, la musica italo-portoghese di Celeste e la voce jazz dell’interprete Viviana Zarbo.
Obiettivo dell’iniziativa, fortemente voluta da Maurizio Chi, ideatore del progetto, è quello di ridare alla musica il valore e la qualità dell’ascolto che solo il teatro può regalare e dare risonanza e visibilità a bellezze architettoniche di cui molti non conoscono l’esistenza e che invece meritano di essere visitate e vissute.
Abbiamo voluto porre alcune domande agli artisti sulla loro esperienza in queste meravigliose “miniature”, patrimonio architettonico e culturale del nostro Paese.

Partiamo da Viviana Zarbo, artista jazz e performer.
Da Agrigento a Londra dove vivi adesso, per te questo tour è un’occasione per legarti nuovamente al tuo paese d’origine. Che emozione stai provando, pensi che in Italia ci sia ancora interesse per la musica jazz?
«Condividere con il mio paese d’origine l’amore per il jazz credo sia semplicemente un sogno! Il mio incontro con questo genere inizia e si sviluppa a Londra. Quando vivevo in Italia, forse perché ancora un po’ immatura, pensavo che il jazz fosse una musica snob poi invece è diventato una droga quotidiana. L’interesse per il jazz in Italia credo ci sia ancora se pure come musica di nicchia, ma sarebbe bello contagiare con le sue sonorità anche più persone… Inoltre, credo che i teatri in miniatura siano ideali per apprezzare le mille sfumature che il jazz regala, perché sostituiscono i club in modo elegante e attraverso una bellezza dal tocco made in Italy».

E poi, Celeste, giovane interprete dalla voce grandiosa.
In tour avete una band internazionale che vi accompagna e che ha già suonato con te in diverse esperienze all’estero. Ti chiediamo di raccontarci di questa sinergia.
«La sinergia con i propri musicisti è fondamentale. All’interno di questa band ci sono musicisti del calibro di Ricardo, contrabbassista brasiliano di settant’ anni, che ha suonato con tutti i grandi della musica brasiliana, persona molto presente e molto decisiva per questa sinergia. Anselmo Netto è un percussionista bravissimo, pieno di esperienza e sanguigno. Caco Barros, il chitarrista, è molto più sereno e delicato, mentre al pianoforte c’è John Crawford, un inglese con il 50 per cento di sangue spagnolo, molto preciso e appassionato del ritmo. Credimi, tutto questo insieme crea un mondo musicale meraviglioso, che mi piace raffigurare con l’idea del mare e quindi citando una musica di Paulinho da Viola chiamata “Timoneiro” che dice: “Não sou eu quem me navega, quem me navega é o mar”, ovvero “non sono io a navigare il mare ma è il mare a navigare la mia vita” e noi ci siamo lasciati navigare dalla bellezza del suonare insieme».

Infine, Maurizio Chi, cantautore e ideatore del progetto.
Da quale esigenza è nata l’idea di Musiche in Miniatura?
«Ho avuto questa idea qualche mese fa, insieme al mio team volevamo creare un’esperienza unica che potesse dare valore alla musica, un ritorno all’ascolto vero delle emozioni e delle sensazioni che solo in un’architettura come il teatro si possono percepire. Io sono cresciuto con l’idea della “bellezza” e mi è sembrato che potesse in qualche maniera partire dal “piccolo”, inteso sia architettonicamente sia come obiettivo che potesse far rinascere un grande interesse. Una formula vincente».

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