Museo del Costume. La storia dell’eleganza siciliana

Articolo e foto di Rosamaria Castrovinci

A Ragusa, in contrada Donnafugata, si trova l’omonimo castello, immerso nel verde di un bellissimo parco. E se in molti conoscono sia il castello che il parco, non tutti sanno che dal 2020 all’interno del castello è stata allestita una collezione molto particolare: il MUDECO (Museo del Costume), un museo permanente della Storia del Costume siciliano tra il XVIII e il XX secolo.

 

La sua particolarità è che gli abiti che si trovano al suo interno sono dei pezzi storici, appartenuti a personaggi importanti del passato della Sicilia, come: Donna Franca Florio; Vincenzo Bellini; Michele Amari, deputato al Parlamento rivoluzionario del 1848 e Concepción Lombardo Miramon, moglie del generale Miguel Miramon, oltre che ai componenti della famiglia Arezzo di Trifiletti. E se oggi è possibile ammirare questi abiti lo si deve proprio a Gabriele Arezzo di Trifiletti che li ricevette in eredità dal padre e che ha, poi, continuato a collezionarli, acquistando a delle aste i pezzi mancanti.

 

La collezione fu acquisita nel 2014 dall’amministrazione comunale di Ragusa che, grazie al supporto della Banca Agricola Popolare di Ragusa, ha iniziato dapprima con il restauro e successivamente con la pianificazione dell’allestimento del museo all’interno dei bassi del castello.

 

Vi sono complessivamente “460 abiti completi; 695 indumenti singoli; 1555 accessori moda con scarpe e cappelli di ogni foggia; 72 elementi di oggettistica varia tra cui prodotti per la cosmesi, utensili per il ricamo e il cucito e, tra gli altri, una singolare sedia-parto e una curiosa vasca da bagno da viaggio” (fonte: https://castellodonnafugata.org/mudeco/).

 

Il percorso che conduce all’interno del museo inizia con un excursus storico sui vari stili presenti: si parte dal 1715 – 1774 con lo stile Rococò, caratterizzato dal grande utilizzo di tessuti di seta leggera, pizzi, merletti e pietre preziose, per passare poi allo stile Neoclassico (1774 – 1815), nel quale l’abbigliamento era più confortevole e pratico, si toccano gli anni della Belle Époque (fine ‘800), gli anni ’20 del Novecento caratterizzati dal Modernismo, e si arriva infine al 1950.

 

All’interno del museo non mancano gli approfondimenti su tutti quegli elementi che hanno caratterizzato la moda e l’eleganza negli anni, come ad esempio il busto (o corsetto), ampiamente utilizzato nella seconda metà del XIX secolo per rendere il punto vita sottile, ma causa di malori e danni fisici permanenti (forse è per via del busto che si è diffuso il detto “chi bella vuole apparire un po’ deve soffrire”); ma anche la vestaglia era considerata un elemento femminile di imprescindibile eleganza.

 

All’interno delle teche, che racchiudono i preziosi abiti senza nascondere la bellezza dell’architettura del castello, si possono ammirare le divise storiche delle forze armate, gli abiti da viaggio e quelli da passeggio dei nobili del tempo, ma anche gli immancabili accessori che davano quel tocco di raffinatezza in più.


 

Tra gli abiti esposti c’è quello che ispirò la famosa scena del ballo di Angelica nel film “Il Gattopardo”, un meraviglioso abito bianco in organza che Luchino Visconti, regista del film, vide in casa Arezzo di Trifiletti; e quello di Donna Franca Florio, un elegante abito nero arricchito da ricami e pietre preziose che metteva in risalto la bellezza tipicamente meridionale di Donna Franca: gote accese, occhi verdi e brillanti, capelli neri e carnagione ambrata.

 

E infine, dopo aver sognato, grazie a questi abiti, quelli che erano i banchetti, i ricevimenti e i balli nelle splendide dimore nobiliari dell’epoca, vi troverete catapultati nella leggerezza degli anni ’20, quel periodo in cui la libertà si riflette nella moda, gli abiti si accorciano, i tessuti utilizzati sono colorati e leggeri e spariscono i corsetti. Accessori come cinture, collane di perle, lunghi guanti, e poi ancora decorazioni come piume e frange, oltre al famosissimo caschetto, danno un impatto visivo che stacca nettamente con la moda e l’eleganza del passato.

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