Monterosso Almo: un presepe nascosto tra i monti

 

Di Eleonora Bufalino E Alessia Giaquinta  Foto Di Gaetano Scollo

 

Ci sono luoghi che, una volta visitati, si ricordano per sempre. Luoghi in cui ti senti a casa, in cui percepisci un’atmosfera serena; luoghi che riempiono gli occhi di bellezza, lo stomaco di buon cibo e il cuore di pace. Esiste un borgo, in Sicilia, in cui è possibile sperimentare tutto questo: si trova in provincia di Ragusa, a 691 metri s.l.m. ed ha una popolazione di circa 3 mila abitanti.

 

È Monterosso Almo, tra i “Borghi più belli d’Italia”.  Ad indicare la particolarità del luogo ci pensa il suo nome: in epoca normanna il borgo si chiamava Lupia (o anche Casal Lupino) probabilmente per la presenza di lupi nei boschi; successivamente, in età aragonese e secondo le fonti storiche, muta in Mons Jahalmus. Infine, dal conte Enrico Rosso di Messina, diventa Mons Rubens e dunque “Monterosso”. Dopo il terremoto del 1693, che lo distrugge quasi del tutto, il paese viene ricostruito in cima al monte del quale segue rispettoso le sue curve, acquisendo una forma sinuosa che osservata dall’alto è molto scenografica. In una serata invernale, con le luci che illuminano le stradine, sembra un presepe nascosto tra i monti.

 

Nel tempo, Monterosso Almo ha intrapreso la strada virtuosa della tutela e valorizzazione del suo territorio e delle sue ricchezze artistiche e culturali; pronto ad accogliere i turisti che ricercano sempre più il connubio tra la tranquillità dei borghi e l’unicità dei paesaggi.

Il centro storico, elegante e ben curato, si concentra attorno a tre piazze: piazza S. Antonio, piazza Rimembranza e piazza S. Giovanni, in quest’ultima – detta in dialetto u chianu, – ove sorge l’ omonima chiesa dedicata al patrono della città, S. Giovanni appunto, festeggiato la prima domenica di settembre. Nella stessa piazza si trova anche Palazzo Cocuzza, un edificio liberty in cui storia, leggende e arte si mescolano raccontando le vicende di una delle famiglie più potenti del territorio nel XIX secolo. Il palazzo, visitabile, attualmente ospita la sezione archeologica e ornitologica del Museo Comunale. Dalla piazza principale è tutto un dedalo di strade, viuzze e curtigghi in cui è bello perdersi e che sono a volte diventati set cinematografici di alcuni film, nonché location privilegiata del presepe vivente. Ogni anno, in concomitanza delle festività natalizie, questo è un appuntamento divenuto ormai imperdibile nel quartiere Matrice e che non smette di stupire né i suoi abitanti, né i moltissimi visitatori che si lasciano rapire dall’atmosfera magica del borgo illuminato, in cui si mescolano fede e tradizioni di tempi passati. Il paese si anima anche durante la sagra dei cavatieddi, dello scaccione, della ciliegia: momenti ricchi di convivialità in cui i gusti della cucina monterossana si sposano alla perfezione col folklore tipico delle sagre di paese. I cavati sono principalmente cucinati col sugo di maiale; per la festa del Patrono primeggia invece u iaddu chinu, gallo ruspante ripieno di riso e carne; da non dimenticare le tradizionali ‘mpanate (focacce ripiene di verdura, ricotta o salsa) e dei piatti a base di funghi.


Un cenno di rilievo meritano gli ampi spazi boschivi che si prestano a passeggiate ed escursioni naturalistiche. Primo fra tutti, il parco del bosco di Canalazzo, che si estende nel territorio di Monterosso come un polmone verde. Lungo il tragitto si trovano alcuni mulini ad acqua, anticamente usati per la molitura del grano, a formare un vero e proprio percorso, chiamato Valle dei Mulini. Il fiumiciattolo Amerillo scorre lento e silenzioso scavando piccoli sentieri nel terreno e si può percepire il profumo di diverse piante officinali che invade l’aria: malva, alloro, salvia, rosmarino.

Spesso, durante l’inverno, la neve imbianca i paesaggi donando al piccolo borgo un fascino fiabesco. Se la vera bellezza è negli occhi di chi guarda, allora vale la pena visitare Monterosso e ammirare con stupore la sua bellezza, frutto della dedizione di chi, tra associazioni, amministrazioni e cittadini, si impegna a renderla degna del valore che merita.

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Concetta Giaquinta
Concetta Giaquinta
2 anni fa

MONTEROSSO ALMO : Un borgo da scoprire e da vivere.