Il siciliano Giuseppe Amato è il “Migliore Pasticcere del Mondo”

di Alessia Giaquinta

Chissà come ci si sente ad essere il “Migliore Pasticcere del Mondo”!

Potrebbe dircelo Giuseppe Amato, classe 1981, messinese, a cui è stato assegnato il prestigioso titolo internazionale di “Meilleur Patissier 2021” conferito dall’Association de Grandes Tables du Monde”.

Si tratta del primo italiano a ricevere quest’onorificenza “mondiale”.

CHI E’ GIUSEPPE AMATO?

Giuseppe Amato è originario di Gaggi, una cittadina della Valle Alcantara, a pochi chilometri da Taormina.

Da qualche anno il pasticcere vive, insieme alla famiglia, a Cerveteri ma è forte il legame con la Sicilia, la terra dove è nato, cresciuto e si è formato, a cui ha mandato “un dolce abbraccio“, come  scrive sui social.

Dopo aver studiato presso la scuola alberghiera, Amato ha continuato a formarsi partecipando a stage e corsi di formazione in tutto il mondo. Ha lavorato a lungo a Giardini Naxos e ha collaborato con numerosi ristoranti di lusso, siti in Europa e fuori Europa.

Nel 2017 entra a far parte dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti, fra cui la Santa Rosa Pastry Cup nel 2019.

Nel 2020 vince il titolo di miglior Pastry chef per la guida del Gambero Rosso.


A novembre del 2020, Amato con Lucilla Cremonini scrivono il libro “La pasticceria da ristorazione contemporanea”, Chiriotti Editori.

Da luglio è direttore a Palermo della Mag, l’accademia intitolata ad Antonino Galvagno, imprenditore palermitano che ha contribuito alla diffusione della tradizionale gelatiera e pasticceria siciliana nel mondo con prodotti innovativi e di alta qualità.

QUESTO PREMIO E’ PER VOI!

<< Non so quante volte ho letto e riletto la comunicazione, e ancora fatico a crederci. Io, Giuseppe Amato, premiato come “Meilleur Patissier 2021” dall’Association des Grandes Tables du Monde!>>, afferma il maestro in una nota sul proprio profilo facebook.
<<La lettera che mi annunciava il premio mi chiedeva di tenere la notizia riservata fino a cose avvenute, ma è stato durissimo mantenere il segreto: era troppa la voglia di gridare la mia felicità al mondo! Felicità, e infinita gratitudine. Perché se ho raggiunto questo risultato lo devo a chi per tutti questi anni mi ha sostenuto e incoraggiato: lo Chef Heinz Beck, i miei collaboratori e tutto lo staff della Pergola, i colleghi e amici che con i loro apprezzamenti e critiche costruttive mi hanno permesso di crescere professionalmente e umanamente.
Ma soprattutto la mia meravigliosa famiglia.
Manuela, Salvatore e Ginevra questo premio è per voi>>.

 

 

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