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Bianca Magazine N.23 Bianca VIP

Michele Cucuzza, da signore della tv ad esperto social

Pubblica

di Patrizia Rubino

Michele Cucuzza, catanese classe 1952, volto storico della Rai, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, ma anche scrittore prolifico – ha al suo attivo ben nove libri – vive da oltre trent’anni a Roma, ma conserva nel cuore e nello spirito le sue origini siciliane. Una brillante carriera come giornalista di cronaca e inviato in mezzo mondo, e poi come signore indiscusso della tv e dell’infotainment con la conduzione de “La vita in diretta”, di “Uno mattina” e di altri programmi di successo. Il rientro nella tv dei grandi ascolti è segnato dalla partecipazione lo scorso gennaio alla trasmissione “Grande Fratello Vip”. La sua uscita dal programma coincide con un altro lungo periodo di isolamento, questa volta non per esigenze televisive, ma per l’emergenza sanitaria del Coronavirus.

Dalla reclusione per un programma televisivo a quella necessaria per l’epidemia del Coronavirus.
«Diciamo che si è trattato di due forme d’isolamento diverso, ho sicuramente scelto di fare l’esperienza del Grande Fratello consapevole di tutto quello che poteva comportare. La reclusione, per il Coronavirus, l’ho vissuta in casa mia da solo, ma grazie ai social e alle mie dirette quotidiane sono entrato in contatto con una moltitudine di persone, di ogni età, condividendone storie e vite. La tanto vituperata rete, secondo molti colpevole di pericolose derive narcisiste e individualiste, in questo frangente ci ha salvato, ci ha consentito di non perdere il contatto con gli altri e di non essere soli».

Il Grande Fratello l’ha riportata al grande pubblico. Che tipo di esperienza è stata?
«Devo dire che mi sono divertito parecchio. Potrei definire questa esperienza come una sorta di esperimento intergenerazionale che mi ha consentito di confrontarmi, con persone di età diversa, e al di là del programma televisivo, viene fuori la vera personalità di ognuno. Però l’aspetto più positivo di questa mia partecipazione è stato quello di farmi conoscere dai giovani. Sento il loro apprezzamento costante e crescente nei miei interventi sui social».

Oltre ad essere molto attivo sui social network lei è un attento osservatore del fenomeno della rete. Ne parla nel suo ultimo libro “Fuori dalle bolle! Come sottrarsi dalle supercazzole in rete”.
«In questo libro mi rivolgo soprattutto ai giovani, che sono tra i maggiori fruitori della rete. Li esorto a migliorare la propria autonomia rispetto a tutto quello che trovano sul web, a non essere passivi e ad andare oltre alle apparenze. Occorre essere curiosi, avere spirito critico, uscire dalla bolla delle proprie convinzioni e confrontarsi».

Torniamo alla tv. Maurizio Costanzo ha recentemente dichiarato che in televisione c’è bisogno di un professionista garbato e di buon senso come lei.
«Queste parole dette dal “Baffo della tv” mi fanno particolarmente piacere e le prendo di un buon auspicio. Mi piacerebbe ricreare all’interno di un programma tv, quanto ho realizzato durante la mia quarantena attraverso le dirette sui social. Incontri incrociati interessanti, bizzarri e inaspettati, tratti da spaccati di vita assolutamente reale. Lo ripeto, la rete soprattutto in quella contingenza è stata fondamentale e devo dire che ha battuto la tv 90 a 0».

Lei ha un rapporto speciale con Grammichele, tra l’altro sede della nostra rivista. Quali sono i suoi ricordi più belli legati alla Sicilia?
«Proprio così, mia mamma era di Grammichele e qualche anno fa ne ho ricevuto la cittadinanza onoraria. Ricordo le vacanze estive che vi trascorsi da bambino e l’inebriante profumo di gelsomini. Ovunque mi trovi, i gelsomini mi riportano alla gioia di quei tempi. Come indimenticabili restano le bellissime escursioni sull’Etna con mio padre, che fu un grande vulcanologo. Ho girato il mondo apprezzando e accogliendo culture e tradizioni diverse, in questo credo di essere profondamente siciliano. Ho un desiderio: tornare presto in Sicilia per fare surf sullo Stretto di Messina».

 

 

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