MGC. Un brand che celebra la Sicilia con stile al di là degli stereotipi

di Patrizia Rubino


Foto di Mario Aldo Castania, Mimmo Morizzi e Rosario Vicino

Intrigante e misteriosa con il suo inseparabile cappello con il quale spesso cela parte del suo volto, ma che sfoggia come un vero e proprio vessillo di libertà e consapevolezza, Maria Giovanna Costa, artista dalle mille sfaccettature è stilista, pittrice, interior designer ed imprenditrice ma ama definirsi semplicemente una creativa. Catanese, 42 anni, la passione ed il talento per la moda li eredita dalle nonne sarte che sono state fonte d’ispirazione e maestre – ma oltre agli studi nell’ambito della moda e del design, vanta una laurea in Ingegneria e Architettura.

Il brand MGC spazia dalla haute couture, al prêt-à-porter e streetwear ai preziosi abiti scultura, accessori e anche una linea di home design.

Stilista ed ingegnere, ci parli di questo connubio tra estro e creatività, numeri e rigore scientifico.
«So che può sembrare strano ma in realtà è proprio grazie alla conoscenza della tecnica che riesco ad accrescere la mia creatività e a concretizzare le mie idee e i miei progetti. Nella concezione di un abito non mi limito al disegno del bozzetto, ma mi occupo anche della progettazione e realizzazione di grafiche e tessuti. L’ideazione di uno stile è un processo molto complesso che implica studio, conoscenza e sperimentazione. La creatività da sola non è sufficiente».

Il suo è decisamente un approccio concreto ed imprenditoriale verso un settore sicuramente non semplice come quello della moda, coerente con la sua volontà di voler celebrare la Sicilia al di là dei soliti stereotipi.

«Ho viaggiato tantissimo, visto luoghi e conosciuto persone chi mi hanno arricchito ed offerto spunti creativi di grande interesse. Ma la Sicilia rappresenta la mia essenza, il mio punto base. Ciò che realizzo è frutto di ciò che mi circonda quotidianamente e a cui tendo a dare un respiro alto, fuori dai soliti schemi. Non amo, infatti, vedere la rappresentazione della mia isola con i soliti cliché, anche da parte dei cosiddetti brand della moda che contano. Ciò è assolutamente riduttivo e non rende giustizia alle meraviglie della Sicilia, che è un trionfo di bellezze artistiche e paesaggistiche, ma anche di risorse umane eccellenti».

 

Un’ idea questa che sembra perfettamente riassunta e realizzata nella sua collezione di abiti ispirata alla figura di Donna Franca Florio, icona di stile ed eleganza nella Sicilia della prima metà del Novecento, ammirata dal jet set internazionale.

«Ho studiato parecchio la figura di Franca Florio, una donna di grande intelligenza, abile imprenditrice di se stessa che con la sua classe e lungimiranza, rappresentò un modello di stile che considero di grandissima attualità e può essere d’esempio per la donna contemporanea. Nella collezione ho ripreso alcuni particolari dei suoi abiti, ispirandomi alla bellezza, ai colori e agli elementi culturali della Sicilia. Il tutto riassunto in chiave funzionale e assolutamente moderna».

 

Con le sue creazioni testimonia spesso vicinanza ai temi sociali.

«La moda può essere uno strumento formidabile di comunicazione e sensibilizzazione. Ogni volta che posso cerco di dare il mio contributo ad iniziative e manifestazioni che sostengono la lotta contro la violenza di genere o il razzismo. Ma sono molto vicina anche alle tematiche ambientali; nella moda c’è molto spreco, si produce eccessivamente. Occorre pianificare, utilizzare tessuti naturali e a km zero. Sfruttare le risorse locali per ottimizzare tutto il processo produttivo».


 

Il suo lavoro è molto apprezzato a Milano e non solo. Ha mai pensato di lasciare la Sicilia?

«Non ho mai pensato di andar via dalla mia terra. Anzi è proprio qui che spero di poter consolidare il mio brand realizzando un progetto a cui tengo moltissimo e che vede il coinvolgimento di giovani talenti, spesso sfiduciati e pronti ad abbandonare i loro sogni, di donne e persone che vivono situazioni di svantaggio e difficoltà. La Sicilia offre menti e risorse, occorre superare personalismi ed avere il coraggio di creare opportunità. Io ci credo fermamente».

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