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Bianca Magazine N.29 Bianca Talent

Massimo Tringali, Executive Chef all’Armani di Parigi

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Articolo di Alessia Giaquinta

È figlio della Sicilia Massimo Tringali, l’executive chef – quattro volte insignito della prestigiosa Stella Michelin – del ristorante “Armani” di Parigi.

È partito da Augusta nel 2001 per approdare a Parigi, passando anche per la Corsica. Le numerose esperienze davanti ai fornelli lo forgiano e danno identità ai suoi piatti dove tradizione e modernità si incontrano in un’ esplosione di sapori capaci di attivare i ricordi, di raccontare i luoghi, di innescare emozioni. Nel 2015 conosce quello che lui definisce “uno degli incontri più importanti della mia vita, un vero ambasciatore della gastronomia italiana in Francia, capace di farmi innamorare ancor di più del mio mestiere indicandomi la via da seguire”: Massimo Mori. Così intraprende l’avventura “Armani”, in uno dei ristoranti italiani più lussuosi della città francese.
Ad accompagnarlo, sin dall’inizio di questa esperienza sono altri due siciliani: Claudio Oliva, il mio Sous Chef di Solarino e Antonino Di Stefano il mio Chef Pasticcere di Avola.

Per il quarto anno consecutivo “Stella Michelin”…
«Confermare per il quarto anno consecutivo la nostra stella Michelin, in un anno delicato come quello che stiamo vivendo, assume un significato ancora più importante per noi. Il nostro in fondo è un lavoro di artigianato, un mestiere antico dove ci si sporca le mani. Ogni traguardo ha sempre un sapore speciale. Sono la stessa persona che ero nel febbraio del 2018, quando appresi la notizia che la Michelin avrebbe premiato il nostro lavoro con la prestigiosa Etoile. Siamo stati l’unica brigata italiana di Francia a ricevere la stella nel 2018, ne siamo orgogliosi. Credo che questo sia l’insegnamento che posso dare ai miei ragazzi: rimanere se stessi senza scalfire la passione che ci permette di affrontare un lavoro duro come quello della ristorazione».

Quali sono gli ingredienti base della tua cucina?
«Prediligiamo una cucina sana. Il nostro spirito gastronomico rispetta le materie prime che utilizziamo e soprattutto le eccellenze italiane che il nostro meraviglioso Paese ci offre. Riceviamo prodotti da tutta l’Italia. L’ olio extra vergine d’oliva è sicuramente uno degli ingredienti più importanti della nostra cucina. L’anima di ogni ricetta che proponiamo».

Parliamo della Francia. Come ti trovi?
«Lavoro in Francia da più di dieci anni. Ho avuto esperienze in Corsica, isola che amo particolarmente. Fare cucina a Parigi è molto stimolante. Questa città è un po’ l’ ombelico gastronomico mondiale. Far conoscere la nostra storia attraverso la cucina è una grande responsabilità. Rimaniamo fedeli alle nostre radici».

Da Augusta a Parigi. Quanto ti manca la tua terra?
«La Sicilia ha un magnetismo particolare nei miei confronti. A volte ho come l’impressione che non mi manchi davvero, ma ogni qualvolta scendo dalle scalette dell’aereo e poggio i piedi per terra ho come l’impressione che una parte di me si risvegli da uno strano letargo».

Come fai “vivere” la Sicilia attraverso i tuoi piatti?
«Proponiamo piatti di tutte le regioni d’Italia, ma com’ è normale che sia alcuni ingredienti appartengono al mio DNA più di altri. L’ origano, i capperi di Salina, il gambero rosso di Mazara, l’olio extra vergine di oliva Settembrino, il fior di sale di Trapani e così tutte le altre eccellenze che la nostra splendida isola ci regala».

Che rapporto hanno i francesi con la cucina italiana?
«I francesi amano la cucina italiana. Cerco di raccontare ai nostri clienti gli ingredienti che utilizziamo facendo nomi e cognomi delle persone che con fatica e dedizione portano avanti il Made in Italy. Un filo conduttore che passa dalle mani degli agricoltori, dei produttori di olio, di vino e di tutte le specialità italiane fino ad arrivare sui nostri fornelli. Il nostro lavoro è quello di accompagnare con rispetto queste materie prime fino ai nostri clienti».

 

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