Articolo di Alessia Giaquinta    Foto di Il Boliviano

Giarratanese di origine, Massimo Garaffa è l’unico uomo orchestra del Meridione. Vive a Ragusa con la sua splendida famiglia e ha una missione: rendere gloria alla Sicilia tramite la sua musica.

Dopo l’esperienza a La Corrida, su Rai Uno, si prepara a coronare il sogno del suo primo album, frizzante e travolgente, come ogni sua esibizione del resto.

Quando inizia la tua passione per la musica?

«A dodici anni come autodidatta con la chitarra classica. Crescendo ho iniziato a suonare altri strumenti: dal basso elettrico al contrabbasso a tre quarti. Nel tempo ho coltivato questa passione prendendo parte a numerosissimi gruppi musicali».

Come nasce l’idea dell’uomo orchestra?

«L’idea nasce dopo aver visto il film “Totò le Mokò”. In questa storica pellicola il bravissimo Totò suona più strumenti autonomamente divertendo i bambini attorno a lui. Ho deciso così di provarci anch’io».

Da cosa è composta la tua mini orchestra e chi l’ha costruita?

«È uno strumento artigianale, l’ho costruita io e le ho pure dato un nome: MusicArredo. Essa è costituita da un mixerino a batteria 9 volts e da una trombetta della bici, il campanello della reception, una trombetta bimbi, il kazoo modificato, la “sampugna” siciliana, il microfono, il cestello a pedale, la chitarra e, infine, sul braccio destro ho collegato tramite il filo dei freni della bicicletta il tamburo a cornice e il campanaccio».

Insomma, suoni dieci strumenti contemporaneamente. Fantastico! C’è un segreto per fare bene tutto ciò?

«Sicuramente è necessario saper coordinare ma è indispensabile avere grinta e brio. Bisogna divertirsi per divertire».

E tu hai fatto divertire il numeroso pubblico de La Corrida nella puntata del 22 maggio 2018. Ci racconti l’emozione di quel momento?

«Indescrivibile (sorride, ndr). Ero molto concentrato e tanto emozionato. La mia esibizione prevedeva il medley di sette canzoni. Giunto al terzo brano ho iniziato a sentire gli applausi del pubblico. È stata un’emozione grandissima, e poi, ci tenevo a mantenere la tradizione di famiglia… ».

Quale?

«Mio padre, nel 1992, partecipò a “La Corrida” di Corrado aggiudicandosi il secondo posto. Lui fischiando con le dita intonò “Vitti Na Crozza” e “Il Carnevale di Venezia”. Insomma da padre in figlio, legati dalla musica e dall’amore per la nostra terra».

La Sicilia, infatti, oltre ad essere la tua terra, è anche protagonista della tua musica. Possiamo dire che è anche la tua musa ispiratrice…

«La Sicilia ha una tradizione musicale vastissima e bellissima. Io mi pregio di riproporre alcuni brani e scriverne altri. Porto la Sicilia nella mia musica perché ho la Sicilia nel cuore. Nel 2020 sono stato invitato in Florida a partecipare all’evento degli One Man Band mondiali: anche lì avrò modo di rappresentare e raccontare la mia terra».

Sta per uscire il tuo primo album. Di che si tratta?

«Sono dieci brani, quasi tutti siciliani. Il titolo è “Gilusu Siciliano”. È un album autoprodotto che parla delle bellezze della nostra terra: dalle bontà culinarie alle caratteristiche del popolo siciliano. Da ascoltare e, perché no, ballare!».

La tua esibizione è visualizzatissima sul web…

«Sì, migliaia di visualizzazioni e tanti complimenti. Ultimamente anche il programma Blob, su Rai 3, utilizza pezzi della mia esibizione per intervallare discorsi politici o altro. Posso ritenermi soddisfatto oltre che fortunato: ho una splendida famiglia, un lavoro come magazziniere e una passione stupenda che mi porta a omaggiare la Sicilia con la musica oltre che col sorriso sempre stampato sulle labbra!».

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