Articolo di Irene Novello   Foto di Andrea Raiti e Samuel Tasca

La Sicilia è una terra di antiche memorie, museo a cielo aperto di architetture, caleidoscopio di suoni, colori, sapori e immagini che lascia un segno indelebile in chiunque la attraversi. Fin dall’antichità è stata una meta ambita da diversi viaggiatori, oggi è una delle destinazioni turistiche più gettonate, il cui numero di utenti è in forte crescita, soprattutto tra gli stranieri.
Chi vuole trascorrere una vacanza in Sicilia, in qualsiasi periodo dell’anno, ha davanti a sé una gamma ricca e variegata di posti da visitare, unici in ogni angolo dell’Isola. Uno dei territori che racchiude i tratti della Sicilia più autentica è quello compreso tra Pachino e Noto.
In questo tratto di costa della Sicilia sud-orientale non potete non visitare il borgo marinaro di Marzamemi, frazione di Pachino, in provincia di Siracusa. La sua fortuna è stata da sempre legata alla pesca, alla Tonnara, tra le più importanti della Sicilia, e alla commercializzazione dei prodotti tipici in tutto il Mediterraneo. Il borgo, visse un’importante fase di ristrutturazione nel 1630 quando si insediò la famiglia Villadorata; oggi è, infatti, possibile visitare il Palazzo di Villadorata, residenza del principe, la Chiesa di San Francesco di Paola, Patrono del borgo, celebrato ogni anno il 20 agosto, le case dei pescatori, edifici che si raccordano attorno alla Piazza Regina Margherita. Il borgo è meta ideale per visitare il sud della Sicilia, per godersi il mare cristallino e fare una vacanza dal ritmo lento e rilassato. Se infatti siete amanti della natura e dell’escursionismo a circa 10 chilometri a nord da Marzamemi dovete visitare la Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari. È una delle poche zone umide costiere di importanza internazionale, con un’estensione di circa 500 ettari, istituita nel 1984 con decreto del Ministero dell’Agricoltura e Foreste. L’Oasi è caratterizzata da una vasta spiaggia a formazioni dunali e modesti affioramenti di scogli. L’area riveste un importante interesse naturalistico per i suoi pantani salmastri, luoghi di sosta per gli uccelli migratori che vi si fermano a svernare o a riposare nel corso del loro lungo viaggio da un continente all’altro. Infatti, una delle attività più praticate nella riserva è il birdwatching, nei vari capanni gli appassionati e i dilettanti cercano di immortalare i numerosi volatili che animano i pantani. I fenicotteri rosa sono una delle specie presenti nella riserva che è diventata in Sicilia il secondo sito di nidificazione per la specie, dopo Priolo, e la più piccola colonia nidificante del Mediterraneo. Se siete amanti delle lunghe passeggiate all’interno della riserva potete praticare anche l’escursionismo tra i tre percorsi proposti, visitare le spiagge tra cui quella di Calamosche insignita nel 2005 da Legambiente del titolo di “Spiaggia più bella d’Italia”, i boschi di ginepro e i vari siti archeologici presenti. La storia della riserva è piuttosto articolata, frequentata sin dall’epoca greca, nella zona della cosiddetta “balata”, una spianata rocciosa utilizzata come banchina portuale, forse anche uno scalo commerciale di epoca fenicia. La frequentazione è testimoniata anche dalla cella di un tempio vicino al pantano Scirbia. Interessanti sono i ruderi della cittadella dei Maccari, villaggio bizantino del VI secolo d.C., dove sono visibili i resti della Basilica detta “Trigona”. Di particolare rilievo sono la Torre Sveva, costruita nel XV secolo dal Duca di Noto Pietro D’Aragona, utilizzata per difendere il porticciolo, la comunità locale e la Tonnara settecentesca conosciuta anche con il nome di “Bafutu” che cessò la sua attività nel 1943. Dopo questa passeggiata, indossate pinne e occhiali e tuffatevi! I fondali della riserva sono meravigliosi per gli appassionati dello snorkeling.

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