Articolo di Titti Metrico  Foto di A. Di Stefano

Luigi Tabita è un giovane ma già affermato artista del panorama teatrale e televisivo italiano, impegnato nel sociale, nella lotta contro ogni tipo di discriminazione. Dopo essersi diplomato alla “Scuola d’Arte Drammatica U. Spadaro” del Teatro Stabile di Catania Luigi Tabita a vent’anni debutta con Leo Gullotta e continua studiando con: Calenda, Albertazzi, Soleri, Piccardi, Wertmuller, Warner, Duggher, Chiti, Baliani. Si laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione presso l’Università di Catania. La sua poliedricità gli permette di interpretare diversi ruoli, dal drammatico al comico, al musical. In tv ha lavorato in fiction di successo Rai e Mediaset come: Boris Giuliano, Il giovane Montalbano 2, La Catturandi, Squadra antimafia 6, Il paese delle piccole piogge, Dov’è mia figlia, Provaci ancora Prof., I Cesaroni, Fratelli detective, Ho sposato uno sbirro 2. Ha lavorato nei teatri d’opera italiani come aiuto regia di grandi maestri, e tiene seminari di teatro all’Università di Palermo. Tanti i riconoscimenti ricevuti: il Premio Gassman 2008 e nel 2011 in Campidoglio ha ricevuto l’Oscar dei Giovani. È stato impegnato nella tournée teatrale, con Lucia Sardo, nello spettacolo “La rondine” di Guillem Clua. Negli ultimi anni partecipa agli eventi culturali della capitale e alle attività di promozione delle eccellenze del Made in Italy all’estero.

Da cinque anni sei il direttore artistico di “Giacinto festival”, evento d’informazione e approfondimento culturale Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali, transgender) che si svolge a Noto. Vuoi anticiparci qualcosa di questa edizione che si svolgerà il 3 e 4 agosto?
«Questa quinta edizione avrà un sapore diverso dalle altre visto anche il periodo storico che stiamo attraversando. Il titolo sarà “Orizzonti e non confini”. Racconteremo storie di migranti Lgbt, storie straordinarie come quella di Luca Trapanese, giovane gay che ha adottato una bimba con la sindrome di down, storie di protagonisti che hanno fatto grande il movimento Lgbt in questi cinquant’anni oltre ad ospiti del mondo della politica, dello spettacolo, documentari, mostre, laboratori e molto altro. Sarà un grande momento di informazione e condivisione per costruire un Paese sempre più plurale e inclusivo».

Pensi che l’omofobia sia solo un problema d’ignoranza, risolvibile con un’adeguata educazione? Oppure è qualcosa di più radicato?
«L’omofobia sicuramente è una questione culturale. Il nostro è un Paese patriarcale con una forte impronta maschilista che si è stratificata nei decenni sotto la nostra pelle. Solo facendo informazione ed innescando nuovi processi culturali che coinvolgano principalmente la scuola e la famiglia si potrà finalmente scardinare questa cultura nella quale siamo imbrigliati. Da anni coordino un progetto nelle scuole della Sicilia orientale dal titolo “Alma: educare alle differenze”, un progetto che porto avanti insieme con altre associazioni (Nesea, ColoridiAretusa, ImmaginareInsieme, Demetra, Auser) e che coinvolge alunni/e e i loro genitori. Sono stato discriminato da adolescente per i miei chili di troppo e per i miei atteggiamenti che forse per qualcuno non erano abbastanza “maschili”. Cosa che mi sorprendeva perché per me era la normalità. Io ero sempre stato me stesso anche grazie ai miei genitori estrosi e colorati che mi hanno sempre permesso di esprimermi come volevo nella vita e nella carriera. Auguro a tutti i giovanissimi che oggi sono vittime di soprusi e bullismo che abbiano una famiglia che li sostenga e che dia loro la forza di reagire».

Cos’è per te la Sicilia?
«La Sicilia è il luogo della mia anima. È il luogo della rigenerazione. Altare di grandi creazioni. Sono ritornato da qualche anno a vivere in Sicilia, il suo richiamo è stato forte in questi dodici anni romani e credo di aver fatto la scelta giusta. Ogni giorno i suoi colori, i suoi sapori, le sue bellezze artistiche mi danno un frisson, una scarica di adrenalina e creatività, nonostante la pessima gestione da parte dei nostri politici di questa Isola straordinaria».

 

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