Loredana Cannata. Un vulcano di energia e talento

di Alessia Giaquinta, foto di Marco di Marco

È un’attrice talentuosa e dal sorriso disarmante, Loredana Cannata. Originaria di Giarratana, piccolo paese degli Iblei, “figlia del sole” – come ama definirsi – e convinta attivista dei diritti umani, animali e ambientali: è un concentrato di sagacia, bellezza e determinazione. Nota al piccolo e grande schermo, l’attrice ci racconta il suo amore per questa professione, gli esordi e l’evoluzione di un mestiere che – come dichiara – «aiuta a conoscersi e a conoscere gli altri».

loredana cannata

 

Come nasce la tua passione per la recitazione?
«Ho cominciato a sognare di fare l’attrice verso i sette anni, trovando una foto di Marilyn Monroe. Ebbi una sorta di folgorazione riconoscendo nella luce del suo sorriso una stella che mi avrebbe guidata. Ho creduto in questo sogno in maniera molto forte ma, quando lo cominciai a dire, tutti mi risposero che non era possibile».

Cosa ti dicevano?
«Ricordo mia nonna che diceva: “Questi sono sogni. Tu vieni da un piccolo paese, vedrai che a 20 anni t’innamorerai e ti sposerai, come tutte”. Così smisi di dirlo, ma non di sognarlo. Io volevo assolutamente provarci. E menomale che in quel sogno ci ho creduto».

Ricordi l’ emozione del primo ciak?
«Già quando mi chiamò l’agenzia per dirmi che ero stata scelta per il film “Maestrale” di Sandro Cecca, camminavo un metro sopra terra. Ho girato tutto il tempo con una felicità incredula. Mi vengono anche le lacrime a ripensarci».

E da lì successi, film, fiction, spot e lavori teatrali. Tra questi c’è stata un’ esperienza particolarmente importante per te?
«Significativo, per me, è stato il monologo su Marilyn che ho scritto e che porto in scena da qualche anno a questa parte. Per me, che ho cominciato a sognare di fare l’attrice con lei, vestire i suoi panni e ricevere complimenti della serie: “Sembravi davvero lei”, è stato qualcosa di impagabile. Quello spettacolo è stato un grande onore e un modo per sdebitarmi con lei, se così possiamo dire, per avermi dato tutto quello che ho oggi».

loredana cannata

Cosa consiglieresti a chi vuole fare questo mestiere?
«Ci vuole molta determinazione, bisogna capire perché lo si vuole fare. Il consiglio è studiare. Questo è un lavoro vero e proprio con difficoltà, con le lezioni da imparare, ma è anche una sorta di terapia: ti insegna a guardarti dentro, ti aiuta a capire le persone e ti permette di ricreare stati d’animo e personalità. In verità è molto più che una professione».

Loredana attivista. Quanto è importante?
«Importantissimo. È la mia missione. Io ho sempre sentito di dover fare qualcosa per dare il mio contributo attivo a questo mondo. Sono un’ attivista soprattutto per i diritti umani e sociali, mi sono battuta per la difesa degli indigeni zapatisti del Chiapas, che chiedono dignità e terra. Dieci anni fa, poi, sono diventata vegana e questo mi ha portato in particolare ad occuparmi di diritti animali e ambientali. È tutto connesso».


La Sicilia per te è…
«La mia famiglia, innanzitutto. Ma anche sole, colori vivaci, passioni forti: tutto questo mi ha forgiata. Penso in particolare alla forza della nostra terra, che è vulcanica. Il fuoco ce lo abbiamo sopra e dentro, e questo penso si senta anche».

In quali progetti sei impegnata?
«Da alcuni anni sto lavorando anche come sceneggiatrice e regista. Ho deciso di unire il mio attivismo alla mia professione. Ho scritto un soggetto originale, che ha vinto il finanziamento del Ministero della Cultura per la scrittura di sceneggiatura originale, che presto diventerà un film. Parla di autismo, bullismo, animali e violenza verso i più deboli. Sono inoltre impegnata in una personale indagine metafisica che mi ha portato ad approfondire religioni, miti e scienze per trovare risposte. Oggi sappiamo, grazie a numerosi studi, che la nostra coscienza ha impatto sul mondo fisico. È straordinario: dobbiamo averne consapevolezza al fine di calibrare la nostra vibrazione e frequenza, e dunque le nostre emozioni, per sintonizzarci sulla realtà che desideriamo. Approfondire l’argomento è utile per affrontare al meglio la vita, soprattutto in tempi così burrascosi».

 

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