L’isola di Mozia: una meta imperdibile

di Merelinda Staita   Foto di Stefania Mazzara (Qmedia) per la Fondazione Whitaker

La meravigliosa isola di Mozia (Mothia o Motya) si trova molto vicina alle coste della Sicilia e rientra nella spettacolare laguna delle saline di Marsala, in provincia di Trapani, ed è un’antica colonia fenicia fondata nell’VIII sec. a. C.. L’area fa parte della Riserva Naturale Orientata dello Stagnone e abbraccia quattro magnifiche isole: Isola Grande, Schola, Santa Maria e ovviamente Mozia, soprannominata anche isola di San Pantaleo. Una meta affascinante, dove è possibile passeggiare circondati da reperti archeologici e suggestivi paesaggi naturali. Visitarla significa rivivere la storia con la curiosità di voler conoscere ogni singolo ritrovamento di interesse culturale.

L’ isola ha da sempre avuto una posizione molto strategica ed era un punto determinante sia per lo scambio delle merci e sia per l’approdo delle navi che solcavano il Mediterraneo.
I Fenici furono i primi ad arrivare nell’isola, mentre i Greci colonizzavano la parte orientale della Sicilia, e la resero un prezioso gioiello. Costruirono delle possenti mura per proteggerla e ci riuscirono per diverso tempo.

Purtroppo, nel VI secolo a.C., fu coinvolta nelle battaglie tra Greci e Cartaginesi che si contendevano il controllo della Sicilia. Come se non bastasse, nel 397 a.C., Mozia fu occupata e distrutta dalle milizie di Dionisio il Vecchio, terribile tiranno di Siracusa, e gli abitanti scapparono per trovare riparo sulla terraferma nella colonia di Lilibeo (l’ odierna Marsala).


L’ isola visse un periodo di secoli bui e iniziò a rifiorire quando, nel 1902, un giovane archeologo, di origini inglesi, Joseph Whitaker, scelse di abitarvi. Certo della presenza della colonia fenicia, volle acquistare l’isola e la esplorò per scoprire i suoi tesori nascosti. Infatti, gli scavi iniziarono nel 1906 e continuarono fino al 1929. I risultati furono eccezionali, perché vennero alla luce: il Santuario fenicio-punico di Cappiddazzu, una parte della necropoli arcaica, la Casa dei Mosaici, la zona di Tofet, Porta Nord, Porta Sud e la Casermetta.
Nel 1979 fu ritrovata nell’isola di Mozia, in una provincia punica, anche un’incantevole statua marmorea risalente al V secolo a.C., coperta da una grande quantità di argilla, chiamata “Il giovinetto di Mozia” e definita anche “la statua del mistero” per le tantissime interpretazioni che si sono susseguite nel tempo. Alcuni studiosi hanno pensato che si trattasse di un giovane alla guida di un cocchio, per altri un dio o un magistrato punico. Nel 2012 è stato indicato il probabile nome della statua e a quanto pare dovrebbe essere un eroe omerico, il mirmidone Alcimedonte, auriga occasionale del carro di Achille durante la battaglia per la restituzione del corpo di Patroclo sotto le mura di Troia. Oggi la statua si trova al Museo Whitaker.

Proprio in questo Museo si conservano i reperti della storica Collezione Whitaker e degli scavi realizzati dalla Soprintendenza della Sicilia Occidentale (in seguito Soprintendenza di Trapani), dall’Università di Roma La Sapienza, dall’Università di Leeds, dall’Università di Palermo, dal C.N.R. e dall’Università di Bologna.
È doveroso ricordare che Mozia dal 2006, insieme all’antica Lilibeo, è stata inclusa tra i siti candidati come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco come Mothia Island and Lilibeo: The Phoenician-Punic Civilization in Italy.

Insomma, l’isola merita di essere visitata e a piedi, in circa 2 ore, è possibile esplorarla in lungo e in largo. Le sue vie e le sue stradine sono ricche di indicazioni e ci sono diverse mappe che indicano i principali punti di interesse. La bellezza di Mozia si unisce allo spettacolo delle saline della Laguna, poiché queste enormi piscine naturali sono rese ancora più incantevoli dai continui giochi di luce. Non si può rinunciare ad una passeggiata da sogno su quest’isola, provando l’emozione di trovarsi in un vero e proprio paradiso terrestre.

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