Linosa, il Paradiso incontaminato

Articolo di Alessia Giaquinta     Foto di Barbara Cortinovis

 

Al centro del Mediterraneo, tra la Sicilia e l’Africa, si trova l’Isola di Linosa, un vero e proprio paradiso marino e terrestre racchiuso in poco più di 5 chilometri quadrati e 11 chilometri di costa.
Linosa fa parte delle Isole Pelagie (dal greco Pelaghià, Isole d’alto mare), insieme a Lampedusa e Lampione. Queste ultime sono di origine calcarea, Linosa invece – di nascita presumibilmente più recente, circa 800.000 anni fa – è una formazione di origine vulcanica. Non si può, allora, non rimanere incantati dai colori di questa terra: le case variopinte con toni pastello, il nero della roccia, il grigio-bruno dei paesaggi formati dalle colate laviche, il giallo-rosso della spiaggia di Pozzolana, il verde delle montagne e il colore smeraldo delle acque che la circondano, tutto ciò offre ai visitatori la sensazione di stare in un piccolo paradiso colorato.

Abitata, durante l’anno, da meno di 500 persone – che vivono prevalentemente di agricoltura, pesca e turismo – l’Isola di Linosa è uno scrigno di bellezze paesaggistiche incontaminate, per certi versi. La presenza dell’uomo non ha aggredito gli ecosistemi presenti nel territorio. A Linosa, infatti, si riconosce anche la capacità di aver preservato l’habitat di alcune specie vegetali e animali, terrestri e marine, contribuendo alla salvaguardia delle stesse.


È il caso, per esempio, delle berte, uccelli marini che trovano a Linosa l’ambiente ideale per nidificare, durante la stagione primaverile. Uccelli singolari, le berte: sono fedeli al nido che costruiscono – tant’è che tornano ad occuparlo ogni anno dopo la migrazione – e soprattutto al loro compagno, stabile per tutta la vita. Di sera le berte, dopo aver compiuto il loro volo alla ricerca di cibo, sostano nelle scogliere dove, nei rituali di corteggiamento e accoppiamento, intonano – quasi in maniera corale – il loro canto notturno, simile al lamento di un bambino. È da ricercare nella mitologia il motivo del gemito e della fedeltà che caratterizza le berte: pare che, dopo la morte dell’eroe greco Diomede, i suoi compagni, afflitti dalla perdita, piansero così tanto da spingere la dea Afrodite a trasformarli in uccelli, in questo modo essi avrebbero continuato, con il loro canto funebre, ad onorare l’eroe ed amico.
Le berte però non sono solo identificate con le anime di Diomede. I loro vagiti, che sicuramente richiamano l’attenzione, e la loro struttura fisica fanno pensare che fossero loro le creature incontrate da Ulisse durante i suoi viaggi. Le sirene, esseri metà donna e metà uccello (e non pesce), infatti, pare fossero proprio le berte.



Linosa è anche la terra delle tartarughe: le Caretta-Caretta depongono abitualmente le loro uova nella particolare spiaggia rossa di Cala Pozzolana.
Un’isola affascinante, Linosa: anche i fondali marini, incontaminati, regalano ai sub e agli amanti dello snorkeling paesaggi d’ineguagliabile bellezza, oltre 200 tipologie di alghe e piante marine, varie specie di vertebrati ed invertebrati coloratissimi abitano le acque dell’isola.
La presenza delle montagne che cadono a picco sul mare, inoltre, rende questa terra completa da un punto di vista paesaggistico.
Linosa forma con Lampedusa (da cui dista circa 50 chilometri) un solo comune, in provincia di Agrigento.


È stata, nel 2019, set del film “Forse è solo mal di mare”, diretto da Simona De Simone, con Francesco Ciampi e la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Cucinotta.
Visitabile interamente a piedi, Linosa ha la capacità di ammaliare ad ogni passo, in ogni direzione, chiunque la visiti: cielo, terra e mare testimoniano la bellezza di un’isola paradisiaca, a tratti sconosciuta, che difficilmente si dimentica.

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