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Bianca Magazine N.28 Bianca Talent

Ligama, lo street artist con il talento innato per la pittura

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Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Ligama

Muri e facciate di edifici al posto delle tradizionali tele per dipingere, insieme alla pittura al quarzo, alla creatività e al talento sono i fattori della Street Art. Uno dei più grandi artisti siciliani è Ligama. La sua arte, frutto degli studi all’Accademia di Belle Arti di Catania, è apprezzata in tutto il mondo: le sue opere, conservate in collezioni pubbliche e private, hanno ricevuto importanti riconoscimenti di critica, così come i murales realizzati in Italia e all’estero. Amministrazioni pubbliche e fondazioni, nei progetti di riqualificazione urbana, gli hanno affidato la realizzazione di murales dai temi più svariati, ma con un unico comune denominatore: la bellezza. L’intento è quello di promuovere territori, di creare itinerari identitari per valorizzare percorsi cittadini inesplorati attraverso lo storytelling e far riflettere con le sue straordinarie opere non solo iconiche.

Ligama racconta la passione per l’arte e la sua evoluzione. «Penso sia cresciuta insieme a me, prima in maniera quasi inconsapevole e infantile, poi prendendo sempre più consapevolezza dell’attrazione imprescindibile che mi legava alla pittura in maniera particolare. Ricordo quando frequentavo le elementari e le medie venivo usato (ride, ndr) per ogni concorso o manifestazione artistica scolastica o ministeriale… e a me andava benissimo perché potevo lasciare le lezioni e dedicarmi solo ai disegni. Posso dire che quelle sono state le mie prime commissioni, seppur non retribuite! Ripeto che la settorializzazione dell’arte è utile a scopi didattici o analitici, ma non ha alcun senso per chi ci sta dentro. Ma se proprio devo, definirmi pittore è motivo di grande orgoglio per me, anche se ancora ce n’ è di strada da fare. Fare il pittore è una cosa seria, la disciplina e il continuo esercizio fanno sì che la pittura diventi arte, ma questo non spetta a me deciderlo. Ho a malapena il tempo per cercare di essere un buon pittore».

Il suo percorso formativo l’ha portato a passare dalla pittura alla Street Art. «Non sono passato, direi piuttosto di esser stato travolto dall’arte urbana. Vedendo questa generazione di fenomeni in grado di realizzare opere così imponenti e coinvolgenti, ho subito pensato: “Ok, voglio farlo anch’io!”. L’arte urbana permette un rapporto diretto con il pubblico (e in questo caso il pubblico coincide con la totalità dei passanti) senza filtri, senza infrastrutture, senza preamboli e senza alcun avviso. Un incontro continuo, inaspettato e stra-ordinario, che prescinde dall’ordinaria fruizione di un’ opera d’arte, che da sempre avviene all’interno di un museo. Ammiro e quasi invidio chi ha le idee ben chiare del proprio percorso artistico, io sono consapevole che quello che dipingo oggi è totalmente diverso da quello che dipingevo un anno fa. Questo significa due cose; o che sono in una fase di crescita e quindi a una continua ricerca di una mia identità… o che continuo a sbagliare. In ogni caso ho fatto mio il proverbio che dice che “solo gli stupidi non hanno dubbi” ».

Bellissime opere prendono vita grazie all’ispirazione di Ligama. «Così come scegli cosa rappresentare in un quadro, in un film, in una canzone; sono il bisogno e l’urgenza a farti iniziare un lavoro. Per le opere pubbliche c’ è un approccio diverso legato a ovvie questioni burocratiche e legato anche all’importanza che do allo spazio circostante all’opera, alla storia del luogo e alle storie della gente. Il muro deve (quasi sempre) appartenere a chi ne sarà il vero custode, gli abitanti. Per questo cerco di lasciarmi ispirare dai luoghi. La mia ricerca ha forse bisogno di non andare più da nessuna parte; credo che devo un attimo fermarmi e analizzare meglio quanto finora fatto, per capire gli errori e soprattutto per decidere cosa voglio davvero fare da grande». Prima di congedarsi da noi Ligama ci svela i suoi progetti futuri. «Ancora muri per un po’, poi mi rinchiuderò in studio per sperimentare più accuratamente le tecniche e cercare di imparare davvero a dipingere».

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