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Bianca Magazine N.25 Le antiche tradizioni di Bianca

Una nuova vita per la storica libreria Prampolini.

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Articolo di Patrizia Rubino     Foto di Luca Guarneri

A volte i sogni si realizzano, ma occorre tanta determinazione e perseveranza affinché un desiderio possa diventare realtà. Ed è proprio grazie all’intraprendenza di due donne, le giovani sorelle libraie Maria Carmela e Angelica Sciacca che a Catania la storica “Legatoria Prampolini” festeggia un anno dalla sua riapertura con una nuova linfa vitale, pur conservando tutto il fascino e le suggestioni della sua antica storia. Situata in pieno centro storico, è probabilmente una delle più antiche librerie della Sicilia. Fondata, infatti, nel 1894 da Romeo Prampolini nel tempo divenne il salotto culturale della città; da qui sono passati autori come Verga, Capuana, De Roberto, e ancora Brancati e Patti, per citarne alcuni. A causa, però, delle diverse gestioni succedutesi negli anni, questa non è riuscita a mantenere i suoi antichi fasti arrivando ai giorni nostri sull’orlo della definitiva chiusura.

«Avevamo in mente di acquisire spazi per un nuovo progetto – racconta Maria Carmela che insieme alla sorella Angelica è già proprietaria della libreria “Vicolo Stretto”, piccola ma avviatissima e di grande tendenza in città – ma quando ci fu proposta la Prampolini, pensammo fosse troppo impegnativa. Poi abbiamo cominciato ad accarezzare il sogno, e alla fine il fascino di questo luogo ci ha conquistato. Così abbiamo avviato un lungo e non semplice lavoro di recupero dei locali che versavano in pessime condizioni. Grazie alla maestria e sensibilità del nostro progettista Marco Terranova – continua Maria Carmela – gli ambienti interni sono stati restaurati, con materiali ecosostenibili, ma nel massimo rispetto della loro struttura originale». Anche all’esterno è stata mantenuta l’antica insegna, “Legatoria Prampolini”, risalente agli anni ’30. «Abbiamo aperto al pubblico circa un anno fa con grande entusiasmo, ma non c’è stato il tempo di terminare la ristrutturazione – aggiunge Angelica – a causa della chiusura forzata di tre mesi, imposta dall’emergenza sanitaria. Abbiamo dovuto rinviare numerosi progetti e sospendere i lavori per la realizzazione della sala Caffè e della sala lettura, attigue alla libreria. Non ci siamo comunque fermate, abbiamo intensificato il nostro servizio “Libro lesto” di consegna a domicilio dei libri che ha tanto ben funzionato per l’altra nostra libreria e siamo state molto presenti sui social con rubriche e presentazioni di libri. Adesso siamo finalmente tornate a pieno regime, porteremo a termine i lavori e ben presto potremo finalmente realizzare le idee e i progetti per il rilancio della libreria».

In un luogo dove il fascino del passato si fonde con una moderna funzionalità, i lettori oltre a trovare una vasta scelta di pubblicazioni potranno consultare una pregiata selezione di testi e documenti antichi, disponibili solo per la lettura. «I libri saranno sempre i principali protagonisti della nostra attività, ma è nostra intenzione renderli dinamici con eventi collaterali – spiega Angelica – avremo sempre le presentazioni con autori di fama ed emergenti e organizzeremo mostre di varie espressioni artistiche. Alla maniera delle librerie europee, dove s’incontrano arte e cultura, pensieri e riflessioni».
Ma le sorelle Sciacca sono soprattutto figlie di questi tempi, pragmatiche, attente al mondo digitale e con un certo piglio manageriale. «Amiamo i libri, ma non abbiamo una visione romantica del nostro lavoro – concordano le due libraie – nel senso che la libreria è pur sempre un’azienda che necessità competenza e massima organizzazione affinché tutto possa funzionare. Prescindere poi dal potere del web e dei social e dalla rete di relazioni con altri colleghi librai è un atteggiamento snobistico che non porta da nessuna parte. L’immagine del libraio paludato attaccato ad uno standard antico, non ci consentirebbe di esistere e resistere. Con la libreria Prampolini – affermano in conclusione – la nostra sfida sarà quella di creare legami di cultura con un occhio alla memoria e il cuore oltre all’ostacolo per il futuro».

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