Articolo di Angelo Barone   Foto di Massimo Cappellano

Il 13 maggio 1978 veniva approvata la “Legge Basaglia”, che aboliva i manicomi restituendo dignità ai malati psichiatrici. La legge prende il nome dallo psichiatra Franco Basaglia che dedicò tutta la sua vita alla cura delle persone sofferenti. A quarant’anni dalla sua approvazione tante sono le iniziative per riflettere sulla Legge 180 che Norberto Bobbio definì «l’unica grande riforma del dopoguerra italiano».
A Taormina, tra le “Rivoluzioni” di TaoBuk, la storia di questa riforma è stata raccontata da Peppe Dell’Acqua tramite l’autobiografia di Antonio Slavic, “All’ombra dei ciliegi giapponesi”, libro che racconta passo dopo passo quello che Basaglia, Slavic e pochi altri realizzarono a Gorizia, in quel manicomio di frontiera, e che da lì si sarebbe esteso altrove.
A Catania, Carmen Consoli ha accolto positivamente l’appello di Laura Boria, per dare una casa alla Onlus “Namastè” che, a Caltagirone, si occupa dei bisogni di una trentina di ragazzi diversamente abili. L’artista, lo scorso 1° giugno ha organizzato un concerto con tutti i suoi amici a Piazza Duomo, nella sua Catania. Una serata indimenticabile. Carmen Consoli, Samuele Bersani, Elisa, Max Gazzè, Marina Rei, Daniele Silvestri, Mario Venuti e Bandabardò hanno dato vita a un concerto che ha scaldato gli animi e allargato la mente dei presenti. Con il ricavato della serata gli ospiti di “Namastè” avranno la possibilità di avere una sede stabile dove svolgere una vita, per quanto possibile, serena.
A Caltagirone con “Liberamente” si è svolta la “Settimana della Salute mentale di comunità”, che ha avuto come protagonisti i pazienti e i loro familiari a testimoniare il livello di benessere relazionale, di sviluppo culturale, di coesione, di appartenenza e di libertà che si vive nella comunità. Una settimana d’iniziative e di confronto sulle pratiche innovative di livello internazionale che qui sono state avviate: l’open dialogue, la comunità terapeutica democratica, i gruppi di psicoanalisi multifamiliari, il centro SILS (Servizio di Inclusione Socio-Lavorativo coordinato da Maurizio Cirignotta che è stato il motore delle iniziative di Liberamente), le fattorie sociali, l’housing sociale, le innovazioni nel Distretto socio-sanitario (progetto “Dopo di noi”, “La vita indipendente”). Andiamo a Caltagirone per assistere alla manifestazione conclusiva della settimana, la “Scala la bellezza libera la mente” e troviamo un clima elettrizzante tra tutti i partecipanti e una gran voglia di comunicare le proprie sensazioni vissute in questi giorni di febbrile attività e chiediamo loro una parola “chiave” per descrivere questa settimana:

PARTECIPAZIONE per Angela Sortino, presidente Associazione Arcobaleno, «per i ragazzi e per i familiari è stato importante far vedere a tutti la nostra interazione».

COSTRUTTIVA per Riccardo Ranno, facilitatore sociale, secondo cui «è stato importante lo spettacolo teatrale “Laggiù dove morivano i dannati” di Alda Merini».

Per Rina Graziano, presidente dell’Associazione Comunità per la Salute Mentale, «l’igiene mentale è più importante di quella fisica». Lei indica la parola ASCOLTO.

«Questa visibilità – dichiara l’operatrice Giusi Renda – serve alla lotta contro lo stigma verso la salute mentale, i ragazzi sono stati meravigliosi ci hanno fatto emozionare per cui dico BELLEZZA».

Per Sebastiano Lemoli, insieme alla cara Jole Scalone, «Il SILS doveva essere una piccola cosa che doveva crollare, oggi è germogliata una vita nuova per ricevere e dare FELICITÀ».

Maria Zummo, Cooperativa Sociale, sostiene che «partecipare alle attività del SILS, aiuta tutti a superare i pregiudizi» e indica la parola SOSTEGNO.

Infine per Tommaso Battiato «cucinare è stata una bella esperienza per trasmettere EMOZIONI».

Il dott. Raffale Barone, direttore del Modulo DSM di Caltagirone-Palagonia, indicando come parola chiave il BENESSERE MENTALE DI COMUNITÀ sottolinea che «qui le buone prassi si sono consolidate nel tempo tali da immaginare l’esperienza di Caltagirone come a un Distretto Bio-psico-sociale dove praticare e verificare nuove esperienze come ci ha insegnato Basaglia».

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