Articolo di Titti Metrico,  Foto di Giovanni Canfailla

Fanny Consoli è una siciliana doc che ha sempre coltivato l’amore per l’arte e la cultura, con particolare affezione per la sua storia e le tradizioni della sua terra. Tanto che lei afferma di essere “sempre alla ricerca continua di racconti antichi rimasti ancora ignoti, di luoghi poco conosciuti, attraversando queste terre, dove ancora qualcosa è rimasto segreto e radicato”. La sua storia è alquanto articolata poiché ha svolto diverse attività: dall’insegnamento come docente di Filosofia presso l’Università di Catania all’organizzazione di importanti eventi culturali presso gli Istituti Italiani di Cultura degli Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Brasile.

Durante queste sue escursioni, questi suoi viaggi che l’hanno condotta nell’entroterra siciliano Fanny Consoli li descrive con un voler tornare alle proprie origini: la nonna paterna era di Sperlinga, in provincia di Enna, e le raccontava delle grandi distese di frumento appartenenti alla sua famiglia e della magia di quella meravigliosa farina che dava corpo al pane, ai dolci e alla pasta. Inoltre il suo bisnonno, Francesco Consoli, aveva dato vita ad un pastificio considerato tra i più moderni, tanto che negli anni precedenti alla Grande Guerra esportava la pasta in Gran Bretagna e Stati Uniti. A portarla invece negli Iblei è questo amore che ha per il mare “ma solo quello d’inverno, quando non c’è nessuno”. Così Fanny Consoli inizia il suo racconto portandoci in quella giornata in cui per le strade di Frigintini (una frazione di Modica, nda), incontra un suo amico, Santo Tumino, che notando il suo interesse per i carrubeti lussureggianti le raccontò una leggenda legata a questi alberi. “La leggenda si riferisce alla cacciata dei saraceni, i quali rimasti affascinati dalla terra che conquistarono, chiesero ad Allah di trovare un modo per farli rimanere in questi luoghi e li accontentò trasformandoli in alberi frondosi, a cui assegnava il compito di diventare custodi delle lacrime di coloro i quali, cercando riparo nella loro frescura, si fossero abbandonati alle esternazioni dei loro dolori. Ecco perché se si attraversa un campo di carrube lacrime e sospiri fanno ascoltare il gemito dell’umanità”.

Da questa fascinazione nasce un progetto culinario che oggi si concretizza nella produzione di farina di carrube. “Produco una pasta di carrube che spero incontri il gusto di chi l’assaggerà, così come è già accaduto. Inoltre è un ottimo alimento perché ricco di fibre e di vitamine, è un ottimo spezza-fame e contiene poco glutine, in quanto è miscelato a farina integrale autoctona”.

Ma Fanny Consoli è molto legata alle sue origini, ai suoi ricordi, attenta com’è “Al recupero di una grande tradizione familiare, dalla cucina ricca e colorata della mia famiglia materna a quella tramandata dai monsù della famiglia paterna e le antichissime ricette tramandate dalla suocera, donna Rosina Marcinnò Messina. Sono poi seguiti, volendo trasformare la passione in professione, corsi professionalizzanti in alta cucina anche presso il grande chef stellato Ciccio Sultano, che ammiro e a cui mi lega una grande affezione ed infinita stima ed è per me fonte di ispirazione. Da Questo momento inizia il mio percorso inaugurando con i miei catering eventi di grande rilievo come “Artisti di Sicilia” e “Picasso” al Castello Ursino di Catania, invitata come chef ospite all’Expo di Milano, intervenuta come coach cooking sul set del film “L’attesa” del regista Piero Messina ottenendo la menzione speciale Fedic, per aver proposto la scena più significativa legata al cibo e all’alimentazione alla 72ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”.

Ha aperto un home restaurant presso la propria abitazione per offrire eccellenti pranzi e cene, insegnando percorsi culinari ed organizzando corsi di cucina e come personal chef ha cucinato per importanti personaggi come Juliette Binoche a Parigi, Giuliano Sangiorgi a Roma e molti altri che hanno potuto apprezzare oltre alle sue doti culinarie anche eccellenti piatti secondo antiche ricette, riscoprendo così antiche tradizioni.

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