Articolo di Omar Gelsomino, Foto di Samuel Tasca e MOAK

Cinquant’anni di storia fra tradizione e modernizzazione. Fondata nel 1967 da Giovanni Spadola, Caffè Moak è una realtà profondamente legata alla città di Modica ma affermata in tutto il mondo. Nella nuova sede abbiamo incontrato Alessandro Spadola, direttore generale di Caffè Moak, per parlare con lui di questa eccellenza siciliana nel mondo e del suo nuovo ruolo di Ambasciatore per il Turismo di Affari del Principato di Monaco dal Club degli Ambasciatori.

Chi è Alessandro Spadola?

«Dal diploma in poi, sono cresciuto all’interno dell’azienda fondata da mio padre (Giovanni Spadola, nda), facendo diverse esperienze sul campo: dalla produzione all’aspetto amministrativo, dagli acquisti al commerciale. Oggi sono il direttore generale di Caffè Moak Spa e dell’intero gruppo».

Come nasce l’idea del caffè e la brillante realtà di Moak? Ci racconti questa tradizione familiare.

«L’idea nasce dall’ambizione di mio padre di essere un imprenditore nonostante provenisse da altre esperienze commerciali. Il caffè è stata l’intuizione degli anni ’60, quando era un prodotto già altamente consumato, lui vedeva un’innovazione qualitativa così partì in questo settore senza avere un’esperienza ben precisa. Infatti l’inizio, come tutte le attività, non fu facile ma la grande voglia di emergere, avendo ben chiaro il suo obiettivo e il concetto della qualità, cioè fare un prodotto sempre migliore, l’ha portato a raggiungere grandi risultati. Durante le diverse dominazioni la città di Modica ha cambiato più volte nome, fra cui appunto Mohac. Mio padre quando pensò ad un caffè che partiva da Modica ha voluto legare il nome della sua azienda con il territorio. Anagrammando Moak veniva fuori anche moka, così le diede questo nome».

Qual’è il segreto del successo mondiale del vostro brand?

«Il concetto di base che ha avuto mio padre nel creare l’azienda era quello di voler esprimere qualità in tutto quello che faceva, quindi cercare di studiare, anche in maniera spasmodica, i caffè per ottenerne sempre un prodotto migliore. Negli anni, io e mia sorella, abbiamo cercato di trasferire il concetto di qualità a 360 gradi in tutti gli altri settori aziendali: non solo sotto il profilo del prodotto, perché sarebbe riduttivo, ma anche nel modo di presentare l’azienda nelle sue varie sfaccettature. Abbiamo costruito una nuova sede che avesse una tecnologia avanzata per controllare la qualità e rendere il prodotto quanto più costante possibile».

In quali attività socio-culturali è impegnata Moak?

«Da sedici anni promuoviamo un concorso letterario (Caffè Letterario Moak, nda) attraverso cui invitiamo il pubblico a scrivere dei racconti, ovviamente che abbiano come tema il caffè, ideato da mia sorella, oggi è diventato uno dei primi concorsi privati a livello nazionale nell’ambito della narrativa. In questo ambito arriviamo anche ad una fetta di pubblico legata alla cultura perché dietro ad una tazzina di caffè c’è tanta cultura e l’abbinamento è risultato vincente. Da qualche anno abbiamo iniziato un concorso fotografico “Fuori Fuoco” per cercare di promuovere il caffè attraverso l’immagine, una nuova iniziativa che sta riscuotendo grande successo».

Da poco è stato nominato Ambasciatore per il Turismo di Affari del Principato di Monaco. Un onere ed un onore …

«È un club nato per promuovere la cultura e il turismo monegaschi e connetterlo con le regioni italiane. Poiché  la famiglia Grimaldi ha una discendenza ampia in Europa e soprattutto in Sicilia quando mi fu proposto ritenni interessante poter aiutare la nostra Regione, che ha un potenziale inespresso enorme, mettendo così a disposizione un po’ del mio tempo per creare questi rapporti con Monaco. Secondo me, ogni imprenditore deve sacrificare parte del suo tempo in queste iniziative se vuole che la Regione cresca in futuro. Per il prossimo ottobre abbiamo programmato la visita del Principe Alberto di Monaco. Già l’ambasciatore ha potuto fare un giro a Modica per rendersi conto di quali siti far vedere al Principe, così da farla diventare un ulteriore momento di prestigio per la città e il suo turismo. Insieme agli altri ambasciatori stiamo cercando di creare un calendario di eventi da organizzare fra Montecarlo e la Sicilia in un prospettiva di medio periodo, opportunità sicuramente da non perdere per la nostra Isola».

 

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