Articolo di Alessia Giaquinta, Foto di Marco Giurdanella

La serie televisiva de Il Commissario Montalbano, in onda su Rai Uno dal 1999, è uno dei migliori biglietti da visita della terra iblea e delle splendide spiagge che la caratterizzano.

Il Barocco, la magnificenza delle Chiese, i vicoli stretti e i muretti a secco: sono posti in risalto nelle riprese della fiction, suscitando nello spettatore la curiosità e il desiderio di scoprire il fascino di questi luoghi.

E non ultimo, il mare.

Chi non conosce la splendida distesa azzurra che si staglia davanti alla terrazza del Commissario?

Emblematico, infatti, è l’edificio scelto come la Casa di Montalbano: una struttura storica, anticamente destinata a essere magazzino per la dissalazione delle sarde, sita sulla spiaggia di Punta Secca (frazione di Santa Croce Camerina) davanti ad un mare splendido e spumeggiante.

La spiaggia di Punta Secca, in provincia di Ragusa, è una località balneare ormai divenuta meta di numerosi curiosi e appassionati della nota serie televisiva che ha, senza dubbio, incrementato il flusso turistico estivo e non solo!

La sabbia finissima intervallata dalle secche, ossia da zone rocciose, caratterizza Punta Secca e non è un caso che il regista Alberto Sironi e la Palomar abbiano scelto questo posto per farci abitare Montalbano.

La spettacolarità della location, infatti, crea nello spettatore incanto e attrazione sin dalle meravigliose inquadrature della serie.

A Punta Secca ci sono due spiagge, entrambe libere: quella di Montalbano, ossia quella antistante alla Casa di Montalbano e Spiaggia Faro che si estende sotto il grande faro costruito nel 1853, in seguito alla richiesta del re delle Due Sicilie di aumentare la sicurezza della navigazione e il miglioramento dei commerci.

Oltre la spiaggia di Punta Secca, la fiction valorizza altre località marittime del territorio: si pensi alla duna mediterranea di Sampieri (frazione di Scicli) dove si trova la Fornace Penna, un vero e proprio monumento di archeologia industriale costruita tra il 1909 e il 1912.

In questo caso, si tratta di una struttura architettonica che domina la costa di Sampieri e che anticamente era destinata alla produzione di laterizi. A causa di un incendio, essa fu distrutta nel 1924 e oggi, oltre ad essere un luogo d’interesse storico-architettonico e «una basilica laica in riva al mare» come l’ha definita Sgarbi, è divenuta set cinematografico in un episodio della serie del Commissario Montalbano: “La Mànnara”.

Non per ultimo, il lungomare di Donnalucata (frazione di Scicli): qui il Commissario più famoso d’Italia, vicino al caratteristico porticciolo, ritrova l’auto abbandonata del dott. Landolina, nell’episodio “Gatto e Cardellino”.

Si può ben affermare che la fiction abbia dato particolare rilievo alle bellezze naturali e architettoniche del ragusano mostrando all’intera nazione un angolo di Sicilia ricco di cultura, arte, fascino, ma soprattutto pieno di potenzialità, considerando le insite bellezze dei posti.

Le splendide acque in cui il celebre Commissario va a nuotare o le spiagge dorate dove incontra altri personaggi, o ancora i tramonti mozzafiato sul mare che inducono Montalbano a riflettere o a rilassarsi, e dunque i paesaggi marini scelti per la fiction non sono altro che un inno alle magnificenze di una terra che ha ancora tanto, ma proprio tanto, da donare e mostrare.

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