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Bianca Magazine N.24 Bianca People

Le attività ripartono nel rispetto delle norme anti Covid

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Articolo di Salvatore Genovese

Per molti il Covid-19 è ormai solo un brutto ricordo: tutto passato, liberi tutti.
Non si spiegherebbero, altrimenti, assembramenti, movide, balli camuffati da karaoke e pranzi contrabbandati da compleanni che si stanno insinuando sempre più numerosi nella ‘normalità’ della nostra vita. Per qualcun altro, invece, soprattutto per chi allarga lo sguardo su altri Paesi, anche lontani dal nostro, siamo ancora in piena pandemia ed è necessario il mantenimento delle limitazioni imposte ai tempi dell’imperversare del Coronavirus.
Altri ancora sono per una ripartenza lenta, ma decisa, e per riaprire quelle numerose attività costrette dalla pandemia a una costosa chiusura; però tutto nel rispetto delle regole finalizzate a tutelare la salute, nostra e degli altri.
Ma è davvero così?
Abbiamo chiesto ai responsabili di alcune realtà economiche come hanno vissuto il lockdown e, soprattutto, come si sono attrezzati per la ripartenza, per quella ‘normalità’ da tutti auspicata.

Arcangelo Mazza, titolare dello stabilimento balneare ‘La Capannina’ di Scoglitti, si è adeguato ai decreti Conte e Musumeci attrezzando la struttura di termorivelatori, percorsi segnaposto e ampia tabellonistica; sono stati separati gli accessi alla spiaggia, al bar-ristorante e alla pizzeria; gli ombrelloni, con annessi tavolinetti e sdraio, collocati a cinque metri uno dall’altro.

Tutto secondo le regole, dunque?
«È giusto che sia così e non poteva essere diversamente – precisa Mazza – perché c’è in gioco la salute di noi tutti, anche se tali interventi, che ho esteso ad altre strutture ricettive (albergo e case vacanza), hanno comportato dei costi anche in termini di spazio fruibile».

I circa due mesi di chiusura forzata cosa hanno comportato?
«Quello che è facile immaginare per un complesso ricettivo con sessanta dipendenti; però abbiamo avuto un aiuto concreto da Musumeci grazie all’annullamento del canone demaniale annuale. E questo ci ha consentito di arginare un po’ le perdite».

Prenotazioni in calo?
«Sì, ma un calo compensato dall’accresciuta sensibilizzazione dei fruitori della spiaggia a riconoscere l’importanza della struttura balneare per la tutela della salute. Non siamo più visti come ‘occupatori di spiagge’».
All’Hotel Baia del Sole di Marina di Ragusa ci accoglie il direttore Marco Adamo, che cura anche l’omonimo villaggio. Mette subito in evidenza il blocco delle prenotazioni dei turisti esteri: «No calls, no mail e cancellazioni al 70 per cento, soprattutto per le cancellazioni dei voli delle società low cost. Da giugno i primi segnali della ripresa: lenta, ma necessaria».

Di gente in giro ce n’ è; chiedo chi siano.
«Turisti italiani, soprattutto da aree vicine: c’ è una notevole differenza di presenze tra weekend e giorni feriali».
Nell’hotel e nel residence ampia cartellonistica e percorsi separati.
«Tanti soldini – chiosa Adamo – li abbiamo spesi per la sanificazione complessiva delle nostre strutture».

A quando la normalità?
«Se, come spero, non ci sarà una seconda fase virale, non prima del 2021».

Nel Camping Baia del Sole, l’altra struttura del gruppo, troviamo Roberta Giompaolo: «Il camping è aperto tutto l’anno, ma dall’8 marzo ci sono stati blocco totale e disdette. Però dalla riapertura di maggio stiamo lavorando bene, soprattutto con villeggianti locali. La gente qui è tranquilla: siamo all’aperto e viviamo una certa ‘normalità’, anche se controllata».
Anche nel ristorante ‘Il Gattopardo’ di Donnafugata sono stati applicati tutti i necessari dispositivi. A confermarlo è Marilena Licitra: «Abbiamo vissuto una grande tragedia, ma ci stiamo riprendendo; oggi siamo al 40 per cento dei posti disponibili, ma c’è una fase di recupero. ‘Normalità’ non prima del 2021».
Una nota positiva proviene, invece, dal presidente dei Commissionari del Mercato Ortofrutticolo di Vittoria, Gino Puccia: «Siamo stati sempre aperti e abbiamo anche avuto l’opportunità di valorizzare la produzione locale, visto il fermo dei trasporti. Ma anche per noi si parla di normalità controllata».

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