di Stefania Minati

Sappiamo che la vita media di un’ape va dai 30 ai 40 giorni nei periodi estivi di raccolta e dai 3 ai 4 mesi nel periodo invernale. Il loro tempo incredibilmente organizzato e scandito dalle esigenze dell’intera comunità, si divide tra il compimento dei lavori socialmente utili all’interno dell’alveare e il bottinaggio negli ultimi 10 giorni circa.

Quando per la prima volta nella sua vita l’ape mette il naso fuori casa, la prima cosa che compie è un volteggio a spirale sempre più ampio, per fotografare nel vero senso della parola il territorio in cui è situata la sua arnia. Difficilmente il raggio di azione di raccolta del polline va oltre i 3 km ma quell’area è perfettamente registrata nella loro memoria. La bizzarria sta nel fatto che se si spostasse il loro alveare anche solo di un metro, le coordinate del loro GPS non gli permetterebbero più di ritrovare la loro casa. Immaginate come ci si sentirebbe a tornare a casa e trovare un enorme buco al posto della nostra amata dimora! Per potergli far compiere una nuova rilevazione geografica, sarebbe infatti necessario mentre dormono spostare l’arnia oltre i 3km in modo che al mattino si rendano conto che hanno traslocato e necessitano di nuovi punti di riferimento. Altro che satelliti!

Fonti: Elio Fenoglio Gaddò – Apicoltore

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