Articolo di Omar Gelsomino,  Foto di Simona Raniolo

Meta ambita dagli amanti del mare, del sole e della natura incontaminata Lampedusa si spinge sino a poche centinaia di chilometri dalle coste africane e rappresenta l’ultimo lembo del territorio italiano a sud, racchiudendo in sé condizioni ambientali contrastanti, quella europea e quell’africana appunto, in piena armonia tra loro. Lampedusa insieme a Linosa e allo scoglio di Lampione costituiscono l’arcipelago delle Pelagie, o “Isole d’alto mare”, è un tratto affiorante della piattaforma africana. Dall’Albero Sole, il punto più alto di Lampedusa, è possibile ammirare il Faraglione o Scoglio Vela e le falesie. Il centro si sviluppa lungo la via Roma, animato nell’alta stagione, dal mattino a tarda notte, da migliaia di turisti che popolano caffè, ristoranti e negozi. A pochi chilometri dal paese, si trova la spiaggia dei Conigli, la cui baia è collegata all’Isola dei Conigli, in cui ogni estate le tartarughe Caretta Caretta vanno a deporre le uova. Limitrofa al porto c’è la famosa spiaggia della Guitgia, vi sono poi Cala Creta, Cala Francese, Cala Croce e Cala Greca e Cala Pulcino, separata da un altro promontorio dalla spiaggia dei Conigli. Gli amanti del diving e dello snorkeling rimarranno incantati dallo spettacolo che si presenta ai loro occhi potendo ammirare i colori sgargianti di una meravigliosa flora e fauna marina. Facendo il periplo dell’isola in barca s’incontra la baia della Tabaccara e poi la baia dell’Isola dei Conigli. Giungendo a Capo Ponente, dopo la baia della Madonnina si vedono gli scogli del Sacramento e di fronte l’omonima grotta profonda e quelli del Faraglione. Nell’estremità nord-orientale il faro di Capo Grecale è visibile fino a sessanta miglia di distanza, si scorge poi oltre Cala Pisana e la Grotta del Teschio. A 500 metri dal centro abitato di Linosa si trova la spiaggia della Pozzolana di Ponente con splendide acque, si arriva poi a Cala Mannarazza e poi nella piccola Piscina, dove è possibile fare il bagno in uno specchio d’acqua che comunica col mare aperto attraverso un tunnel. Alcune lagune si trovano fra Punta Beppe Tuccio e i Faraglioni, le cui acque confinano con I Fili, composti da un labirinto di acque e rocce multicolori.
Proprio per la sua posizione geografica, al centro del Mediterraneo, Lampedusa è chiamata la “porta d’Europa” perché punto di approdo e di partenza per milioni di migranti provenienti dal nord Africa in cerca di un futuro migliore, pronti a sfidare il Mediterraneo. Sogno che alcune volte è stato spezzato proprio da questo mare, altre volte si è infranto sulle coste di Lampedusa. Per ricordare le migliaia di migranti morti nel 2008 è stata eretta La Porta di Lampedusa, un’opera in ceramica di Mimmo Paladino. Una porta che simbolicamente guarda all’Africa, a quanti hanno perso la vita durante la traversata del Mediterraneo e che vuol rappresentare, allo stesso tempo, la speranza di quanti sono riusciti a scappare dalla loro terra per inseguire il loro sogno.

Un’Isola che negli anni, di fronte ad un esodo biblico, non si è mai tirata indietro insieme ai suoi cittadini ma che hanno dimostrato solidarietà e accoglienza ai loro fratelli migranti. Tanto che al sindaco Giusy Nicolini è stato assegnato il Premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace dell’Unesco per essersi “distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei rifugiati e della loro integrazione dopo l’arrivo di migliaia di rifugiati sulle coste di Lampedusa e altrove in Italia“. “Questo premio è un grande onore per me, per Lampedusa e per i lampedusani. È un tributo alla memoria delle tante vittime della tratta di esseri umani nel Mediterraneo. In un momento in cui c’è chi chiude le frontiere e alza muri parlando di una invasione che non c’è, essere premiati con questa motivazione ci fa sperare in una Europa solidale, dove l’umanità non è sparita. È su questi valori, su questi principi che si fonda l’Europa. Diversamente rischiamo di naufragare anche noi insieme a profughi e migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo” ha commentato Giusi Nicolini il riconoscimento del premio per la pace (fonte: Ansa, 19 aprile).

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