a cura di Stefania Minati

Quando nell’agosto del 1914 la Germania dichiarò guerra alla Francia, seguendo il Piano Schlieffen occupò il Belgio, seppur neutrale, per poter aggirare le difese francesi e tentare la conquista di Parigi.

La controffensiva Francese spalleggiata dagli Inglesi, cercò di fermare l’avanzata portando i combattimenti sempre più a Nord, arrivando però ad una situazione di stallo, che portava a definire il nuovo confine tedesco in una linea di trincee che univa il Mare del Nord alla Svizzera.
Presso la città di Ypres durante la vigilia di Natale i soldati tedeschi, cominciarono ad accendere candele e ad intonare canti Natalizi, seguiti a loro volta dai soldati francesi ed inglesi. Un semplice gesto che portò i soldati ad incontrarsi sulla Terra di Nessuno, scambiandosi piccoli doni in cibo, tabacchi e alcolici.

La testimonianza di Bruce Bairnsfather, umorista e cartoonist britannico, dice: “vidi uno dei miei mitraglieri, che nella vita civile era una sorta di barbiere amatoriale, intento a tagliare i capelli innaturalmente lunghi di un docile “Boche”, che rimase pazientemente inginocchiato a terra mentre la macchinetta si insinuava dietro il suo collo”. Il giorno di Natale venne celebrato anche con quella che divenne forse la partita di calcio più famosa e significativa mai disputata, tra i soldati britannici e quelli tedeschi.

Respinti gli appelli di Papa Benedetto XV a far cessare il suono dei cannoni, l’autocensura della stampa europea, solo nei primi giorni del nuovo anno infatti le testate giornalistiche americane pubblicarono articoli e testimonianze giunte alle famiglie dai soldati del fronte, gli alti comandi che condannarono quanto accaduto, porta a comprendere come il Natale del 1914 resterà nella cronaca di guerra l’unico ad essere realmente vissuto al fronte.

Fonti: Cronache

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