a cura di Paperboatsongs

Questa rubrica, per noi e per i lettori di Bianca Magazine, sta diventando sempre più importante perché a prenderne parte sono artisti sempre più completi e strutturati che non hanno il solo obiettivo di proporre la propria musica, bensì di affiancarla a progetti ben più ambiziosi che rendono orgogliosi noi siciliani.

Tu sei una nuova perla della musica italiana, sinonimo di delicatezza, raffinatezza e ricerca, quanto è aumentata o cambiata dai tuoi esordi questa tua attitudine a interagire con tutte le forme d’arte e artisti possibili al fine unico della “bellezza”? 

«Prima ancora del mio esordio nel panorama musicale, ho sempre coltivato la passione per la bellezza. Sono nato, d’altronde, in una terra che è palesemente bella, in ogni suo scorcio, in ogni suo canto, in ogni suo profumo. Ho cercato sempre di prendermi cura di questa passione perché più che un piacere ho capito, col tempo, essere un’esigenza. Il mio è sicuramente un approccio curioso e estremamente discreto volto ad accrescere quel senso di bellezza che vive già dentro ognuno di noi e non aspetta altro che nuovi stimoli. Siamo eredi della vita, che di per sé è il dono più bello, circondati, poi, da una bellezza sconfinata che ci rende immortali nel tempo. Come diceva Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”, e siamo noi dunque a doverne avere cura».

“S’ignora” il tuo ultimo spettacolo, una performance fianco a fianco con il pittore siciliano Giovanni Robustelli, è progetto ambizioso e importante ed ha svariati significati, vorrei tu potessi riassumerci questo nuovo viaggio…

«Il titolo, poi, ha preso il nome di S’ignora perché ci siamo resi conto che nonostante la bellezza riesca ad ammaliare a primo colpo, alcuni dei suoi aspetti, compresi la storia, gli artefici e i suoi aneddoti, sono a volte ignorati. Il valore del progetto quindi è porre un faro di luce sulla bellezza nascosta in maniera sintetica, in un dialogo sincero tra musica pittura e architettura. S’ignora anche come donna, voce femminile che nel tempo ha custodito e cantato la bellezza. Nel tour infatti propongo canzoni di grandi artiste, che nel loro repertorio musicale hanno cantato brani che custodiscono storie o aneddoti o a volte non hanno avuto il dovuto successo».  

Un gioco di parole “Signora / S’ignora” che diventa un messaggio per la valorizzazione dell’arte ma anche per la femminilità madre di tutte le bellezze. Com’è nata l’idea di affiancare questi due concetti e come nel vostro spettacolo avviene questo intreccio che solleva due questioni delicate e contemporanee?

«L’idea di affiancare questi due concetti, apparentemente lontani ma in sostanza cosi vicini, prende forma perché oggi più che mai abbiamo il dovere e la necessità di gridare bellezza ad un mondo che ci risponde con la voce della guerra e prepotentemente ci mostra immagini prive di umanità. Ignorare e tacere sono azioni che ci impoveriscono e ci fanno dimenticare che siamo artefici del nostro destino e di quello collettivo. Il progetto vuole mostrare in chiave leggera e autentica ciò che nel tempo abbiamo saputo fare e che senza dubbio, riappropriandoci del vero significato della bellezza, possiamo ancora fare». 

Abbiamo voluto incentrare l’intervista su quello che stai facendo e non sul tuo passato musicale che ti ha visto vincitore e protagonista indiscusso al Festival di Sanremo ma ci è sembrato prioritario dare spazio al tuo presente artistico che mi sembra ricco di buoni propositi ed idee uniche come poche oggi, credi che altri artisti dovrebbero seguire il tuo esempio oggi per dare una svolta importante e di contenuto nei propri progetti? Credi possa mancare questo alla musica italiana, interazione con altre forme artistiche, idee e ricerca?

«Proprio in virtù del progetto penso che ogni artista porti al pubblico qualcosa da raccontare, anche se all’apparenza un progetto può sembrare più leggero rispetto ad altri. La cosa che ho imparato e cerco di trasmettere in questo tour è trovare il tempo per fermarsi, osservare ed interrogarsi. La musica può avere anche il più semplice dei progetti, affinché abbia qualcosa da comunicare. La musica è il dialogo tra anime».

Grazie Giovanni sono sicuro che i lettori di Bianca Magazine seguiranno il percorso tuo e di Giovanni Robustelli nelle date siciliane e non solo e grazie per tutto quello che state portando avanti.

 

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