La protezione dei dati e i social network

IUS LETTER
Un approfondimento giuridico a portata di tutti.
A cura di Dott.ssa Sofia Cocchiaro e Dott.ssa Rossana Anfuso

Come abbiamo avuto già modo di spiegarvi, il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) ha rafforzato moltissimo il principio per cui gli utenti hanno diritto di controllare e di decidere sull’uso che viene fatto dei loro dati personali.
Per tale ragione oggi gli utenti vengono dotati di strumenti effettivi che permettono loro di decidere in qualunque momento sul trattamento dei loro dati personali da parte delle imprese. Queste novità hanno notevolmente inciso sulle policy adottate dai social network che si sono dovuti adeguare alla normativa europea. In base al GDPR nel momento in cui creiamo l’account, accettiamo i termini e le condizioni della piattaforma e quindi diamo il consenso a rendere pubblici i nostri dati. Tuttavia molti ancora non capiscono che un dato reso pubblico sui social non può essere trattato da chiunque per qualunque finalità, bensì esclusivamente per le finalità specifiche del social. Il consenso deve essere sempre esplicito e specifico per ogni finalità di trattamento. Se, ad esempio, una persona rilascia una recensione sulla pagina Facebook di un ristorante, tale recensione non può essere sfruttata per fare pubblicità, perché l’interessato non ha dato il consenso esplicito a utilizzare i suoi dati per tale finalità. Spesso i social dichiarano di essere esonerati dalle responsabilità ma, di fatto, la legislazione prevale e loro vanno individuati sempre come titolari o responsabili del trattamento.

Per questo motivo i social hanno l’obbligo di fornire un’informativa privacy completa e devono consentire agli utenti di impostare la privacy. Il consiglio che sentiamo di darvi è, in generale, quello di essere, in qualità di utenti social, più attenti e consapevoli e nello specifico di leggere termini e condizioni, settare la privacy o perlomeno controllare se le impostazioni che sono di default ci tutelano a sufficienza, condividere solo contenuti che non danneggiano noi e gli altri, far valere i nostri diritti quando altri utenti utilizzano in maniera non legittima i nostri dati. Siamo noi dunque i primi a dover proteggere i nostri dati evitando di divulgarli con tanta facilità. Quando infine è coinvolta anche la reputazione del marchio di un’azienda le conseguenze della violazione della privacy possono essere ancora più gravi. Rivolgersi ad uno studio specializzato nel diritto alla privacy è fondamentale se ritenete che i vostri dati e la vostra reputazione siano state violate e intendete ricevere adeguata tutela.

 

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