a cura di Alessia Giaquinta

Notte straordinaria è quella di Natale. In quest’occasione nessun mito o tradizione popolare può slegarsi dall’aspetto storico-religioso della nascita del Bambinello Gesù. E così Natale significa allestimento del presepe, novene, canti natalizi, simboli e cibi tradizionali…

I racconti siciliani che caratterizzano la notte più attesa dell’anno richiamano il legame tra la cultura agricola e il fervore religioso presente nelle famiglie siciliane di un tempo.

Si narra che, durante la notte di Natale, il puleggio (o mentuccia) raccolto durante la notte di San Giovanni Battista (il 24 Giugno) improvvisamente rifiorisce in tutta Sicilia. Non solo questa pianta, però, gode del miracolo: anche la vegetazione tutta rinvigorisce nell’esatto momento in cui viene proclamato il Vangelo della Mezzanotte.

L’evento, narrato dallo storico e letterato Giuseppe Pitrè in Spettacoli e Feste Popolari Siciliane (Arnaldo Forni Editore), pare coinvolga anche il mondo animale. Allo stesso modo in cui, incredibilmente, rifiorisce – anche se per pochi attimi –  la vegetazione, infatti, “ (…)ha luogo una fiera incantata in uno dei campi che si estendono da Chiaramonte a Caltagirone. Lì pecore e buoi e capre e porci e galline (…)”.

La misteriosa fiera durerebbe, secondo la leggenda, dall’inizio della messa sino a quando si vota u Libru, ossia nel momento della proclamazione del Vangelo di Natale. Subito dopo, come per incanto, tutto svanisce. Chi riuscirà a comprare bestiame, in quei brevi momenti prodigiosi, potrà barattare il proprio acquisto con oro fino e massiccio.

Il popolo contadino non si stancava di credere che, in quella notte, il Bambinello si manifestasse nell’abbondanza di ogni cosa presente nel creato immaginando, addirittura, che dopo la mezzanotte la Madonna e Gesù Bambino scendessero sulla terra per ammirare da vicino le loro copiose grazie e, poi, si fermassero ad assaggiare i succulenti cibi preparati dalle famiglie in quella misteriosa notte.

Ogni cosa si arricchiva della gioia del Natale, niente e nessuno escluso.

Ci si stupiva ancora e ci si lasciava stupire dal mistero, dalla natura, dalla fede…

Vecchi cunti, questi, forse dimenticati ma che faremmo bene a ricordare e riscoprire, perché non muoia mai in ciascuno di noi il senso di meraviglia e stupore per ogni cosa che ci circonda.

A tutti, Buon Natale!

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