La chiamavano “la regina di Palermo”: la storia di Franca Florio

di Federica Gorgone

Chiunque si sia appassionato alla dinastia dei Florio ha sicuramente sentito parlare di una figura femminile di spicco che ad oggi è da considerarsi la regina indiscussa della Bella Époque siciliana. Stiamo parlando della splendida Franca Florio. Il suo nome da nubile era Franca Jacona di San Giuliano e nacque a Palermo nel 1873. Dai numerosi ritratti giunti a noi ancora oggi, scorgiamo in questa figura eleganza, raffinatezza e dei lineamenti affascinanti.

Una donna non solo bella ma anche e soprattutto intelligente, dall’animo gentile che a 24 anni fu data in sposa ad Ignazio Florio Junior, uno degli scapoli più ricchi dell’isola. Lo spirito imprenditoriale di quest’ultimo era già ai tempi conosciuto in tutta la Sicilia. Egli, infatti, annoverava fra i suoi averi banche, cantieri navali, cantine, tonnare e tanto altro.

Ma chi era Franca Florio? Franca Florio era un’amante dei ricevimenti lussuosi ed adorava circondarsi di gente d’alto rango: tra questi il Kaiser Guglielmo II che la soprannominò la “Stella d’Italia”. Il suo spirito raffinato si vedeva non solo nei suoi lineamenti ma anche nel suo modo di vestire. Gli abiti rigorosamente realizzati dal sarto parigino Charles Worth venivano spesso impreziositi con i gioielli dei migliori orafi del tempo, quali ad esempio Cartier. Ad oggi rimane nella storia una collana in particolare, che sicuramente i più appassionati conosceranno, quella costituita da 365 perle che fu ripresa nel quadro del Boldini.

ritratto boldini franca florio

Sapete cosa si racconta a proposito dei suoi gioielli? La leggenda narra che Franca Florio avesse ad un certo punto smesso di indossare gli orecchini sotto consiglio di Gabriele D’Annunzio, il quale sosteneva che questi gioielli andassero a distogliere lo sguardo dal suo volto così fine e delicato!

Ma Franca Florio fu molto di più della sua ammaliante bellezza e raffinatezza. Il matrimonio con l’imprenditore Ignazio aveva degli obiettivi strategici ben precisi: donare a Palermo e in generale a tutta la Sicilia un ruolo centrale negli assetti politici d’Europa.

I due misero in moto una vera e propria rete di conoscenze che portarono alla città un’innovativa spinta al benessere economico e al prestigio. Ed è proprio in questo periodo storico che Palermo rinacque.

Ecco che ad esempio sorsero tantissimi palazzi in stile Liberty e si diffusero in questo periodo numerose opere liriche rappresentate nella splendida location del Teatro Politeama.

L’interesse di donna Florio si spinse tuttavia non solo verso eventi mondani e riqualificazioni della città bensì anche nei confronti dei più umili e delle donne lavoratrici nelle fabbriche del marito. Franca fece, infatti, realizzare all’interno di quest’ultime degli asili in cui le donne potevano lasciare i propri figli durante le ore di lavoro.


Tuttavia questa storia di splendore e innovazione nasconde anche dei lati più cupi. A donna Florio, infatti, morirono in poco tempo tre figli. La primogenita Giovanna a soli 9 anni per una meningite, Ignazio a 5 anni e Giacobbina a solo un’ora dalla nascita. Rimasero in vita solo due figlie: Igiea e Giulia. Strano come tanto rinnovamento si fosse poi scontrato con questi momenti così tragici.

Donna Franca Florio fece una vita ricca e piena di sfarzo anche durante il periodo del crollo economico iniziato negli anni ‘20. Casinò, feste e viaggi erano sempre al centro del suo stile di vita fino a quando si spense nel 1950 a casa della figlia Igiea. Oggi riposa nella cappella della famiglia dei Florio situata al cimitero di Santa Maria di Gesù.

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