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Bianca Magazine N.29 Le antiche tradizioni di Bianca

Il Seltz: sorsi di tradizione nei chioschi siciliani. Le “vecchie” bevande dissetanti

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Articolo di Omar Gelsomino   Foto di Samuel Tasca

Ormai è una tradizione che si tramanda da secoli, nonostante sia difficile pensarlo. Ebbene sì, quando la calura estiva raggiunge il suo apice, sia di mattina che di sera, la prima cosa che si fa è quella di dissetarsi e reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione. Cosa c’è di meglio che entrare in un chiosco, apparso all’improvviso proprio come il miraggio di un’ oasi nel deserto, per bere una bevanda fresca e dissetante?

Il protagonista indiscusso per lenire la nostra arsura è il Seltz con limone e sale, il cui nome deriva da un comune tedesco, Selters, in cui si trovava una sorgente di acqua ricca di anidride carbonica, prodotto base per un ottimo Seltz, ma solo nel 1979 Joseph Priestley scoprì il processo per ottenere l’acqua gassata. Un’usanza antica per i palermitani è l’acqua e zammù (il sambuco importato dagli Arabi), risalente all’800 quando l’acquaiolo girando per le strade con il suo banchetto e un piccolo contenitore con l’acqua fredda e una bottiglietta d’anice (verde, stellato e pepato) e della menta gridava: “acqua frisca, ca’ è biedda agghiaggiata… e s’unnè frisca, v’arrifirsca” ovvero “acqua fresca che è ben gelata, e se non è fresca vi rinfresca”, così l’assetato accorreva scavalcando la fila dicendo “acqua e zammù… primma io’ e duoppu tu! ”. Bevanda che si offriva anche a casa accompagnandola con un chicco di caffè.

Nei secoli quella che era un’attività ambulante si è trasformata in postazione fissa, nei chioschi siciliani, soprattutto a Palermo e a Catania, collocati agli angoli delle strade o nei punti più nevralgici, dalle forme quadrangolari, esagonali o ottogonali, altri in stile liberty oppure ospitati all’interno di locali. Quando vi fermerete al chiosco il vostro sguardo sarà catturato dalla colorazione degli agrumi, della frutta e degli sciroppi naturali resa ancora più vivace dalla luce solare o da quella artificiale dei neon e poi non avrete altro che l’imbarazzo della scelta.

Il Seltz non è altro che acqua frizzante fredda, spinata da appositi rubinetti, liberando l’effervescenza delle bollicine, sarà poi il chioscaro o cioscaro ad assecondare le vostre richieste, aggiungendo il limone, altro elemento importante, tagliato a metà e spremuto nel bicchiere con lo spremiagrumi; poi è la volta degli sciroppi nella loro esplosione di colori variopinti ed ammalianti: dal verde brillante all’arancio fluorescente dei mandarini, dal marrone del tamarindo al bruno dello sciampagnino, dal vermiglio delle amarene al giallo dell’ananas e tropical, dal verde smeraldo della classica menta, al bianco del latte di mandorla e all’anice puro. Sarà poi il chioscaro o cioscaro con le sue alchimie a miscelarli, secondo quelle che sono ormai delle vere e proprie tradizioni, rendendole attuali in base alle varie preferenze, a volte aggiungendo anche il sale, e realizzando così la vostra bevanda: dal classico Seltz, limone e sale, allo Speciale con acqua, anice e limone, dal Completo a cui viene aggiunta l’orzata al Tamarindo al limone e bicarbonato; il Mandarino (classico, arancio o mandarinetto) al limone per arrivare ai vari misti (dolce, amaro o aspro) e lì sarà il chioscaro o cioscaro, dimenandosi, a mostrare tutta la sua conoscenza, maestria e fantasia creando qualcosa di stucchevole. Il chiosco rappresenta la tradizione, un rituale, quasi una poesia. La fermata ad un chiosco è carica di significati: vuol dire dissetarsi, scoprire le abitudini di una città e dei suoi abitanti, immergersi nella filosofia di vita, in storie e ricordi, socializzare e rapportarsi con gli altri.


Nulla a che vedere con gli odierni cocktail sapientemente shakerati da abili bartender, i prestigiosi vini o birre artigianali perché ogni sorso riporta alla mente i profumi e i sapori di un territorio che ogni bevanda custodisce, facendo affiorare nei meno giovani i ricordi di un tempo remoto. Anche le bevande siciliane rappresentano un piccolo tesoro da conoscere, soprattutto per i turisti durante un viaggio in Sicilia.

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