Il Presepe vivente: un modo per i giovani di riscoprire le tradizioni di un tempo

di Samuel Tasca, foto di Salvo Gulino

Quando il Natale è vicino, soprattutto in Sicilia, irrimediabilmente si pensa alle rappresentazioni dei vari presepi viventi che vengono allestite in molte città della nostra Isola. Itinerari folkloristici, caratterizzati dalle peculiarità paesaggistiche dei vari luoghi, che sono spesso teatro di antichi mestieri e tradizioni provenienti dalla nostra cultura, dove il viaggio intrapreso dai visitatori per giungere al cospetto della Natività di Gesù Bambino si arricchisce ad ogni fermata di storia, cultura e tradizioni locali.

Un’attività, quella del presepe vivente, che potrebbe apparire a tratti “antica”, ma che rappresenta, invece, un’incredibile opportunità per riscoprire le proprie radici e tramandare, così, un bagaglio culturale che appartiene a tutti noi. Diventa dunque fondamentale includere, in queste manifestazioni, i giovani e i giovanissimi, affinché possano affacciarsi a quest’esperienza con lo spirito da ricercatori della verità indagando la propria cultura e il proprio territorio.

Esempio virtuoso di questo mix tra presente e passato è senza dubbio il Presepe Vivente di Giarratana (RG). Il presepe, che quest’anno giunge alla sua trentesima edizione, ha collezionato negli anni svariati riconoscimenti che fanno di questa manifestazione la più premiata di sempre dall’Opera Internazionale Presepium Historie Ars Populi. Tra questi: Premio “Miglior Presepe Vivente di Sicilia”, Premio “Miglior Presepe Vivente d’Italia” per due anni consecutivi e unico presepe vivente riconosciuto per ben due volte di interesse internazionale. Durante il suo percorso di affermazione, però, ha attirato a sé numerosi giovani che si sono ritrovati coinvolti e i quali, anno dopo anno, hanno continuato a dare il loro contributo a questa importante manifestazione.

«I giovani rappresentano sicuramente un valore aggiunto nel nostro presepe che cerchiamo di valorizzare sempre più di anno in anno», dichiara Rosario Linguanti, presidente dell’Associazione “Gli amici ro Cuozzu” che ogni anno si occupa della realizzazione del presepe vivente. «Abbiamo sempre sostenuto il fatto che i giovani abbiano una condizione di vita, ormai, troppo distante da quello che era il mondo dei nostri nonni che costituisce praticamente lo scenario del presepe vivente. Siamo quindi fortemente convinti che, per apprezzare quello che hanno oggi debbano riscoprire quello che avevano o non avevano i nostri genitori e i nostri nonni. Bisogna conoscere il passato e immergersi in queste atmosfere illuminate da lumi di candela, nelle quali si stava insieme attorno a un braciere, magari in una stanza unica nella quale, allo stesso modo, si lavorava, si mangiava e si dormiva».

Un impegno, quello portato avanti dai volontari dell’Associazione, che costituisce un forte impatto nei ragazzi che collaborano all’iniziativa. Lo si percepisce dalle parole di Davide Elia, ventisei anni, che ci svela cosa voglia dire per lui far parte di quest’attività: «L’aspetto che più mi ha colpito di questa esperienza è stato quello di tramandare un ricordo da nonno a nipote avendo partecipato al presepe vivente da quando ero bambino insieme a lui. […] Inoltre, per me, è un modo per poter imparare come fare squadra con le persone più adulte, cogliendo l’armonia della collaborazione per imparare a tramandare questo bagaglio culturale che altrimenti andrebbe perduto».

A fargli da eco è Daniele Scollo, di dieci anni più giovane, che dichiara: «È bello ritrovarsi catapultato nel passato e rivivere gli antichi mestieri e la vita giornaliera dei nostri bisnonni. Mi piace molto la fase di preparazione degli ambienti, il ritrovarsi con gli amici, ma anche riscoprire sapori e odori di un tempo».


Questo perché i giovani giarratanesi, oltre a prendere parte come figuranti, iniziano già dalle settimane precedenti a radunarsi per dare una mano all’allestimento degli ambienti.

Non ci resta quindi che godere di questo spettacolo folkloristico che quest’anno avrà luogo nei giorni 26 e 30 dicembre e poi nei giorni 1, 5 e 6 gennaio. «In più quest’anno, – conclude Rosario Linguanti -, grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale e le varie associazioni, in aggiunta al presepe ci saranno anche i mercatini di Natale».

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