L’atmosfera magica del Presepe vivente di Militello Rosmarino

Di Rosamaria Castrovinci   Foto Di Giuseppe Cardillo

 

Sono tanti i borghi siciliani nei quali, durante il periodo natalizio, è possibile vivere la magia del Presepe Vivente. Negli scorsi anni questa tradizione era stata ripresa anche a Militello Rosmarino, un piccolo paesino della provincia di Messina. Dopo un lungo periodo di stop, durato circa dodici anni, nel 2013 alcuni giovani hanno riproposto la manifestazione, riuscendo a creare un evento dalla grande risonanza mediatica che ha attirato visitatori da tutte le parti della Sicilia.

Alla base dell’iniziativa c’è l’amore per il proprio paese, che ha permesso di cogliere le opportunità che una manifestazione come questa può offrire: riscoprire e dare il giusto valore alla semplice gioia di vivere i momenti di quotidianità nei piccoli borghi e la convivialità delle feste, cercando di tramandare le usanze popolari e l’antica saggezza.

Quella che si crea a Militello Rosmarino nei giorni del Presepe Vivente è un’atmosfera magica, è come se quel villaggio che tante volte abbiamo ricostruito in miniatura dentro casa all’improvviso prendesse vita e si ricreasse lì, attorno a noi, a grandezza naturale. La conformazione geografica di Militello Rosmarino rappresenta la cornice perfetta per raffigurare il paesaggio presepiale e il magico momento della Natività:

le stradine e il borgo storico post-medievale si prestano ad ospitare i mestieri tipici di fine ‘800/inizio ‘900, come quelli dell’intrecciatore di giunchi, il pastore, il calderaio, il farmacista, l’agrimensore, la tessitrice e così via. Inoltre, si è scelto di aggiungere ai mestieri scene della quotidianità più semplice, come la vita in famiglia, la vigghiata (veglia) attorno al braciere, le risate nella taverna, il gioco dei bambini, la scolaresca dal maestro e molti altri ancora, fino a giungere alla grotta della Natività, allestita all’ombra delle antiche mura del Castello. Il tutto in un contesto che riconduce anch’esso al secolo scorso, con scorci di vita del tempo, grazie ai costumi d’epoca indossati dagli stessi abitanti del paese all’interno della rappresentazione. Sono stati predisposti dei punti di degustazione per allietare i visitatori con pietanze tipiche, come i maccheroni con il sugo di maialino nero dei Nebrodi.

Tra i mestieri c’è quello dell’agrimensore, una sorta di antenato dell’attuale geometra, la cui rappresentazione è stata realizzata grazie alla dott.ssa Giuseppina Brigneri, che custodiva gelosamente le carte del padre, geometra del catasto, e l’intero studio. Dalla stessa dott.ssa Brigneri, che fu tra le prime donne medico del paese, è stata donata anche l’antica farmacia, con i mobili originali, le ampolle del dosaggio dei prodotti dell’epoca e gli antichi strumenti.

Nel 2018 il Presepe Vivente dei Nebrodi è stato inserito nel circuito dell’anno europeo del patrimonio culturale.


Tra gli organizzatori ci sono tanti giovani del luogo: Salvatore Raffaele e Nino Restifo, direttori artistici; Andrea Saccone, Francesco Caridi, Ruggero Parrino e Andrea Amata, responsabili tecnici; Giuseppe Cardillo, addetto stampa e fotografo ufficiale, oltre a Salvatore Blogna, cordinatore della manifestazione e presidente dell’associazione Anspi San Biagio, al quale abbiamo chiesto di parlarci di come è cresciuto negli anni questo evento:

«La manifestazione, partita nel 2013, ha avuto nel tempo una crescita esponenziale diventando un evento importante non solo per il comune di Militello Rosmarino ma per tutto l’hinterland nebroideo. Negli anni la manifestazione è stata visitata dalle più alte cariche politiche e religiose presenti sul territorio, oltre che da visitatori provenienti da altre regioni, tutti positivamente colpiti. L’ultima edizione si è svolta nel 2019/20. Dopo il blocco dell’anno scorso si sperava di poter riprendere già da quest’anno, ma le restrizioni per il contenimento del Covid-19, ci hanno impedito di organizzare. L’associazione comunque è al lavoro e sta cercando di studiare novità che apportino innovazione all’evento seppur nel rispetto della tradizione».

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Rossella Alnajjar
Rossella Alnajjar
2 anni fa

Meravigliosa tradizione! Il presepe vivente è una di quelle che amo di più!