Il presepe settecentesco di Acireale: un capolavoro da scoprire e ammirare

Di Patrizia Rubino

Tra i riti e le consuetudini del Natale c’è anche la visita ai presepi artistici che, da tradizione antichissima, sono presenti un po’ ovunque in Sicilia. Ad Acireale, in provincia di Catania, nella Chiesetta di Santa Maria della Neve, situata lungo la strada che collega la cittadina barocca alle frazioni sul mare, è custodito un presepe davvero speciale, un gioiello di grande valore artistico e culturale.

Una scena suggestiva si presenta non appena si varca l’ingresso della chiesa: una grotta naturale a scorrimento lavico fa da cornice ad un presepe molto antico e assolutamente fuori dal comune: il “Presepio Settecentesco”. Le 34 statue che lo popolano sono tutte a grandezza naturale, con i volti finemente realizzati in cera e i corpi in legno. L’ambientazione è molto curata, attorno alla Sacra Famiglia ci sono i pastori e i contadini con i loro umili doni. I loro abiti e gli oggetti sulla scena si rifanno alla tradizione popolare siciliana di metà del Settecento e dell’Ottocento. Sontuosi, invece, nei loro preziosi costumi i tre Re Magi, che colpiscono per la profondità dello sguardo in contemplazione.

All’interno della chiesetta si trova anche un pregevole dipinto della Natività realizzato dall’artista Vito D’Anna, il più importante esponente del Rococò siciliano. Il sito dal dicembre del 2017 è gestito dall’associazione “Presepe Settecentesco di Acireale”, con Paola Riccioli e Giuliana Pistarà, rispettivamente presidente e vice presidente, fortemente impegnate nella valorizzazione e promozione del presepe durante tutto l’anno. «L’idea di intraprendere questa meravigliosa avventura – spiega Paola Riccioli – è nata in seguito alla visita ai presepi artistici di via San Gregorio Armeno a Napoli, veri e propri capolavori in mostra tutto l’anno. Da lì il pensiero è andato al nostro presepe della grotta che per rilevanza artistica, storica e culturale merita di essere ammirato a prescindere dalle festività natalizie. Ci siamo rimboccate le maniche – continua – e abbiamo innanzitutto reso fruibile l’intero sito e avviato un’intensa campagna di promozione che ha portato ad un aumento considerevole di visitatori. Ma la nostra più grande soddisfazione è quella di avere reso viva e palpitante la nostra straordinaria grotta, ad oggi, la realizzazione al suo interno di oltre 40 tra spettacoli ed eventi a carattere culturale e sociale, che hanno riscosso grande partecipazione, in cui sono stati coinvolti artisti e intellettuali entusiasti di una cornice così incantevole. Il ricavato di queste iniziative è sempre utilizzato per far fronte ai costi, molto onerosi, di manutenzione e restauro del sito e del presepe».

 Un cenno merita anche la storia della genesi del presepe nella grotta. «Il presepe fu allestito per la prima volta nel 1752 – racconta Giuliana Pistarà – ma le sue origini risalgono a circa dieci anni prima, quando Don Mariano e altri confratelli rientrando da un pellegrinaggio per ripararsi da un temporale si rifugiarono in un anfratto lavico, nel bosco di Aci, che si diceva fosse infestato dai demoni, ma in realtà era il rifugio di briganti. Il sacerdote non appena entrò nella grotta provò con stupore una grande sensazione di quiete e beatitudine e pertanto decise in seguito di fare allestire in quello che divenne poi un luogo di culto, un presepe molto originale. L’opera nel tempo fu realizzata da artisti locali specializzati nella lavorazione della cera e del legno».


Arrivato ai giorni nostri dopo alcuni restauri, nel 1979 la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Catania, stabilì che il presepe della grotta nella Chiesa di Santa Maria della Neve, restasse allestito in maniera permanente, per evitare eventuali danneggiamenti negli spostamenti. «Il sito – afferma in conclusione Paola Riccioli – è una preziosa testimonianza delle radici della nostra comunità, da vivere, tutelare e custodire anche per le generazioni che verranno».

Informazioni e iniziative sono disponibili sulla pagina Facebook “Presepe Settecentesco di Acireale”.

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