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Bianca Magazine N.28 Bianca Place

Il parco dell’Etna: salvaguardia e sviluppo sostenibile

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Articolo di Patrizia Rubino   Foto aerea di Alessio Costanzo

Dei quattro parchi naturali siciliani il Parco dell’Etna è probabilmente il più emblematico, non fosse altro che per la maestosa presenza del vulcano attivo più alto d’Europa, dal 2013 riconosciuto come Patrimonio Universale dell’Umanità, sia per il suo eccezionale valore naturalistico, sia perché per la sua continua attività eruttiva rappresenta un osservatorio unico al mondo per lo studio di processi biologici. Il Parco, che circonda la “Muntagna”, si estende su un territorio di circa 59000 ettari ed è caratterizzato da boschi e sentieri ricchi di straordinaria biodiversità vegetale e suggestivi paesaggi segnati dal passaggio di colate laviche antiche e recenti che hanno dato vita a grotte, valloni e timpe che da sempre affascinano escursionisti provenienti da ogni parte. Nel territorio del Parco ricadono, inoltre, venti comuni che con i loro centri storici aggiungono fascino e ricchezza a tutta l’area. La gestione di questo Parco è parecchio complessa, se si considera che è stato istituito per salvaguardare un ambiente naturale unico e per promuovere uno sviluppo economico rispettoso e in sintonia con tale habitat.
Lo sa bene Carlo Caputo, presidente del Parco dell’Etna da poco meno di un anno, ma già parecchio attivo su questi fronti.

Partiamo dall’obiettivo della salvaguardia dell’habitat del Parco.
«Occorre innanzitutto mantenere inalterato l’eccezionale patrimonio naturalistico del Parco, e da qui la lotta ai comportamenti di assoluta inciviltà come quello dell’abbandono dei rifiuti. Da un recente censimento abbiamo rilevato la presenza di ben 43 micro discariche. Purtroppo si tratta di una problematica annosa e di non semplice risoluzione, in quanto sul territorio insistono diversi enti competenti. Ciononostante abbiamo attivato associazioni, gruppi ad hoc e anche semplici cittadini per monitorare e segnalare tali comportamenti. Un’altra condotta fortemente lesiva dell’area protetta è l’attraversamento dei sentieri con mezzi motorizzati non autorizzati, tipo moto e quad. Il che è assolutamente vietato e pertanto anche in questo caso la tolleranza sarà zero».

L’Etna è Patrimonio Universale dell’Umanità ma questi comportamenti ne minano sicuramente l’immagine.
«Proprio così, da quando abbiamo ottenuto questo prestigiosissimo riconoscimento, si è registrato un aumento esponenziale del flusso turistico, il che oltre ad una visibilità mondiale si traduce in un importante sviluppo economico. Ma il mancato rispetto delle regole potrebbe seriamente mettere a rischio questo titolo».

A proposito di opportunità di sviluppo del Parco.
«Per troppo tempo si è pensato all’ente Parco quasi esclusivamente come a un ufficio tecnico, per il rilascio di questa o quell’autorizzazione. Il mio intento è quello di andare oltre quest’immagine mummificata e trovare delle sinergie per valorizzare le bellezze e le risorse dell’intero territorio. A partire dalla creazione di un marchio distintivo “Parco dell’Etna” il cui utilizzo, previo il rispetto di un rigido disciplinare, sarà consentito alle aziende che coltivano e producono nell’area protetta. Sul fronte della promozione turistica, a breve predisporremo una cartellonistica all’interno di tutti i comuni del parco che consentirà agli escursionisti, da ogni singolo centro, di raggiungere i sentieri più importanti. Abbiamo realizzato anche due applicazioni, una in lingua dei segni e un’altra che consente di esplorare una mappa per visualizzare i sentieri e scoprire i rifugi e i punti naturalistici».

Le immagini delle recenti e spettacolari attività esplosive dell’Etna hanno fatto il giro mondo.
«Il nostro vulcano si promuove da sé, in altri momenti questi eventi avrebbero portato un grande ritorno sul fronte del turismo. Purtroppo per la pandemia tutti gli operatori commerciali che operano sull’Etna sono in affanno. Sono certo però che, quando tutto questo finirà, l’Etna e il Parco diventeranno sempre più meta di chi vorrà godersi i paesaggi mozzafiato e il prezioso silenzio che li circonda».

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