il teatro romano di catania

Il teatro romano di catania

Articolo di Irene Novello e Foto  Andrea Raiti

Catania è un’antica colonia greca fondata nel 729-728 a.C. dai calcidesi provenienti dalla vicina Naxos, guidati dall’ecista Evarco. La città visse il suo migliore periodo di prosperità nel corso del V secolo a.C. Nel 21 a.C. divenne colonia augustea e si abbellì di grandi edifici pubblici che la trasformarono in uno dei centri più importanti dell’impero e che ne condizionarono anche in futuro il suo assetto urbano. Uno di questi edifici fu il Teatro, costruito sulle pendici meridionali della collina Monte Vergine, in età greca sede dell’acropoli della città, in età ellenistica e romana fu ambita per la costruzione di ricche ville e di diversi edifici pubblici. Il Teatro è inserito nel tessuto urbano del centro storico di Catania, l’edificio oggi visibile è di epoca romana, datato al I secolo d.C. La struttura di epoca romana ne ingloba una più antica di epoca greca (IV secolo a.C.) che ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. L’esistenza a Catania di un teatro greco è, infatti, ricordata dallo storico Tucidide, secondo il quale nel 415 a.C., durante la guerra del Peloponneso, Alcibiade, il condottiero ateniese, avrebbe parlato ai catanesi nel Teatro di Catania cercando di convincerli ad allearsi con loro contro Siracusa. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, sotto l’estremità occidentale del Teatro Romano, furono scoperti due tratti di un imponente muro datato al IV secolo a.C. Era la prima conferma della notizia riportata da Tucidide.

Il Teatro Romano fu costruito su quello greco durante il I secolo d.C., la cavea, dalla quale si scorgeva il mare, poteva contenere fino a settemila spettatori, era in parte adagiata sulla collina e in parte sostenuta da muri attraversati da corridoi con copertura a volte, gli ambulacri, posti a livelli diversi e collegati da scale. L’orchestra era pavimentata in marmo, l’edificio scenico era decorato da statue e rilievi marmorei posizionati dentro nicchie. La stessa decorazione marmorea rivestiva il palcoscenico costituito da un muro attraversato da esedre curvilinee. Oggi parte di questi elementi decorativi sono esposti presso l’Antiquarium.

Le invasioni barbariche e i terremoti che interessarono la città nel periodo successivo al IV secolo portarono alla decadenza del monumento, abbandonato nel corso del V secolo d.C. L’orchestra fu occupata da una macelleria, l’intero edificio fu privato della decorazione architettonica. Il quartiere fu invaso da piccole case che inglobarono lo stesso teatro, nei secoli successivi questo fenomeno fu talmente incisivo che si arrivò quasi a perdere la consapevolezza dell’esistenza del Teatro stesso. Le strutture del Teatro furono utilizzate come fondamenta di case molto importanti, come casa Liberti, oggi sede dell’Antiquarium. Fu il Principe di Biscari che nel XVIII secolo fece eseguire gli scavi per liberare le strutture antiche dalle costruzioni recenti. Ma i lavori più consistenti di espropriazione, di demolizione delle strutture moderne e di restauro di quelle antiche iniziarono negli anni Cinquanta.

Il Teatro ha affascinato da sempre gli studiosi del mondo antico, oggi è stato oggetto di studio dell’Istituto per i beni Archeologici e Monumentali del Cnr che ha fatto rivivere virtualmente l’edificio così come si presentava nel II-III secolo d.C., la sua fase architettonica più monumentale. Il docu-video è fruibile presso il Catania Living Lab di Cultura e Tecnologia.

Questa estate il Teatro Romano è stato il palcoscenico della nuova edizione di “Notti d’Estate”, una rassegna di eventi musicali e teatrali, inaugurata con il concerto di Carmen Consoli. La rassegna è stata promossa dagli assessorati regionali al Turismo e dei Beni culturali e supportata dal Comune di Catania. L’iniziativa ha valorizzato un luogo che ha dettato la storia più antica della città e che oggi torna a rivivere protagonista della cultura catanese.

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