Farm Cultural Park

Farm Cultural Park

Articolo di Irene Novello Foto di Fabio Di Benedetto

Ci troviamo a Favara, un comune di poco più di trentamila abitanti della provincia di Agrigento.

Il notaio Andrea Bartoli e la moglie, l’avvocato Florinda Saieva, hanno avuto una brillante intuizione: invece di fuggire all’estero per dare voce e soddisfazione alle loro ambizioni, decidono di diventare i protagonisti di un progetto che ha messo in atto una vera e propria rivoluzione culturale ed urbana. Nel 2010 danno vita alla Farm Cultural Park, un centro culturale dove l’arte e la cultura sono degli strumenti utilizzati per riscrivere l’identità e il futuro di Favara.

Andrea e Florinda hanno fatto centro! Infatti nella memoria di molti la comunità favarese non è più ricordata per la mafia o per l’abusivismo edilizio, ma per la cultura, l’arte e la rigenerazione urbana che con il loro progetto hanno invaso il centro cittadino. Il Farm Cultural Park si sviluppa nel centro storico di Favara nel cortile Bentivegna, costituito a sua volta da sette piccoli cortili che erano un tempo caratterizzati da case e piccoli palazzi, molti dei quali disabitati e trascurati. I sette cortili hanno ripreso vita e colore grazie a questo progetto che si propone come il primo “parco turistico culturale” presente in Sicilia e mira a diventare la seconda attrazione turistico-culturale del territorio agrigentino, dopo il Parco Archeologico della Valle dei Templi.

Il Parco è costituito da una serie di spazi espositivi dove il visitatore si ritrova di fronte ad una nuova concezione di rigenerazione urbana scandita dall’arte contemporanea raccontata e comunicata in tutte le sue forme espressive.

All’interno del percorso di visita si trova il Farm XL una struttura di cinquecento metri quadrati che si sviluppa su tre livelli; è uno spazio espositivo, con un piccolo bookshop, una cucina ideale per organizzare eventi privati ed un giardino con vista sulla città. Sou, la scuola di architettura per i bambini, dove si svolgono attività educative sull’ambiente, l’urbanistica e l’architettura. Raft è un altro spazio culturale, curato dagli architetti Claudia Cosentino, Dario Felice e Antonio Rizzo dello studio Analogique, dove vengono raccontati i progetti di Farm. Riad è stato concepito come un’oasi all’interno dei sette cortili, un piccolo giardino con piscina dove è possibile rilassarsi; con questo spazio si è voluto rendere omaggio all’architettura del Marocco e in particolare alla piazza Jamaa el Fna di Marrakech. Nzemmula oltre ad essere uno spazio espositivo, è anche una cucina, un salotto sociale, dove è possibile condividere, chiacchierare e socializzare. All’interno di Farm si trova anche un mercato dove è possibile degustare le tradizioni culinarie siciliane e quelle prettamente locali che si intrecciano alla contemporaneità e all’innovazione. Scenario Farm, è il nuovo progetto del parco, dove è protagonista la danza concepita come un mezzo con il quale vengono espressi tutti i linguaggi del corpo.

Arte contemporanea, public design e architettura sono i tre protagonisti del Farm che si sviluppa su millesettecentocinquanta metri quadrati di cultura e che ad oggi ha accolto ben cento creativi, novantamila visitatori da tutto il mondo solo nel 2016, l’organizzazione ed il successo di ben centosessantadue eventi culturali e che ha registrato due partecipazioni alla Biennale di Venezia. Nel 2011 il parco ha vinto il premio Cultura di Gestione per il concorso indetto da Federculture ed è stato collocato da Purple Travel, il blog britannico, al sesto posto nella classifica mondiale delle mete turistiche destinate all’arte contemporanea.

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