I tesori delle isole Eolie e l’archeologia subacquea di Taormina e Naxos

di Merelinda Staita, Foto di Eddy Tronchet e Museo Luigi Bernabò Brea – Lipari

L’ universo dell’archeologia subacquea siciliana è arricchito dalla bellezza dei fondali vulcanici e dallo splendore delle coste delle isole Eolie, l’arcipelago vanta sette isole vulcaniche straordinarie. Due sono i vulcani attivi e tante le meraviglie naturali.

Questo paradiso terrestre è stato apprezzato dal cinema italiano e straniero, diventando set cinematografico per diversi film. Inoltre, col passare del tempo ha continuato a riconsegnare relitti, anfore e oggetti di inestimabile valore. Il lavoro di ricerca è stato condotto da subacquei specializzati e capaci di scoprire beni preziosi.

archeologia subacquea siciliana

Lipari

Tutte le isole che si trovavano al centro del Mediterraneo, rappresentavano un punto di riferimento per i commerci e per approdare anche nei momenti di difficoltà. Lipari risulta essere un sito culturale di grande interesse.

Oggi il Polo Regionale delle isole Eolie con parco archeologico e Museo “Luigi Bernabò Brea” si trova sulla Rocca di Lipari.

Il Museo è suddiviso nelle sezioni: Storia del Museo e degli scavi e sala didattica; Preistoria di Lipari e fondazione della città; Preistoria delle isole minori; Territorio uomo ambiente e vulcanologia Età greca e romana; Giardino e padiglione epigrafico; Arte contemporanea “Mare Motus” nell’ex carcere; l’ex chiesa Santa Caterina per esposizioni temporanee.

Presenti quaranta sale dove sono stati collocati pezzi incantevoli e importanti dal punto di vista storico, partendo dai primi manufatti della preistoria dell’isola.

Una sala enorme in cui sono presenti tante anfore, insieme sembrano formare una piramide, ritrovate nei fondali eoliani. Centinaia i reperti di varie epoche, vasellame, cocci e macine. Altri ritrovamenti che il mare ha restituito si trovano nei piccoli antiquarium comunali realizzati a Salina, Panarea e Filicudi.

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Taormina e Naxos

Le isole Eolie non sono le uniche a stupire il visitatore, perché esiste un’altra zona di notevole interesse e attrazione. La baia di Taormina fu un approdo sicuro, e in casi sfortunati di naufragio, per le imbarcazioni commerciali sulla rotta tra la Grecia, l’Egitto, l’Asia Minore e l’Impero Romano.

Gli itinerari archeologici subacquei rientrano tutti nel comune di Taormina, inclusi i relitti di navi lapidarie, Capo Taormina 1 e Capo Taormina 2 (di fronte a Villagonia). Il Museo Archeologico di Naxos custodisce al momento moltissimi reperti subacquei che provengono dalle acque di Taormina. La baia che spesso viene detta di Giardini è in realtà, così in tutte le carte nautiche, la Rada di Taormina.


È davvero importante segnalare la VI Rassegna di Archeologia Subacquea a Giardini Naxos nel 1991 dal titolo “Dioniso e il mare”. Tanti i relitti e i manufatti scoperti da Edward Tronchet e da Antonino Luca, grande esperto subacqueo e conoscitore di questi fondali. Entrambi sono stati responsabili della sezione subacquea di Archeoclub d’Italia, sezione di Taormina, oggi Patrimonio Sicilia. I progetti di itinerari archeologici subacquei che hanno richiesto, a partire dagli anni Novanta, vengono realizzati attualmente grazie alla Soprintendenza del Mare e al Parco archeologico Naxos Taormina. Nell’area di Spisone dove verrà realizzato uno degli itinerari subacquei, Edward Tronchet e Antonino Luca hanno scoperto negli anni Ottanta e Novanta più di trenta antiche ancore datate alla preistoria, periodo greco-romano, bizantino e medievale. Recentemente sempre a Spisone, hanno ritrovato ceramiche ellenistiche, una coppa megarese e diverse anse con bolli di anfore rodie, in occasione di misurazioni con gps assieme a Gaetano Lino, Salvatore Ferrara e Nicolò Bruno, quest’ultimo responsabile per l’area messinese della Soprintendenza del Mare.

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Un vero e proprio paradiso antico e come sostiene Valerio Massimo Manfredi: “non c’è archeologo al mondo che prima o poi non debba fare i conti con la Sicilia per il suo strepitoso patrimonio culturale”.

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