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Bianca Magazine N.25 Bianca Talent

Attenzione… Arriva Luvespone! Guido Savatteri e il suo amore per il reggae

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Articolo di Samuel Tasca

In giro ne parlano tutti. Alcuni mi dicono: “Dovreste intervistarlo, è davvero in gamba!”. Ed eccolo, all’improvviso, nello stesso locale che avevo scelto quella sera. Look semplice, volto simpatico e in testa una cosa sola: la musica. È Guido Savatteri, in arte Luvespone, il nuovo talento della musica reggae siciliana.

Spiegaci, perché hai scelto il reggae come genere musicale?
«Io non ho scelto nulla: è stato lui a catturarmi con le sue vibrazioni e con il suo sound.
Scherzi a parte: considero il reggae più di un semplice genere musicale. Nei testi e nelle sonorità di questa musica ho trovato componenti storiche, culturali e folkloristiche che mi hanno affascinato molto.
Inoltre, è interessante notare come la Giamaica, un’isola più piccola della Sicilia, abbia influenzato una discreta parte della musica mainstream con il suo sound autentico e inconfondibile».

Prima l’esperienza con il progetto “Reggae Connection”, poi il lancio della carriera da solista e adesso il boom di successi con il feat. con Tarsia per il singolo “Ubriachi fino alle tre”, come è cambiata la tua vita?
«Principalmente, il cambiamento è avvenuto nella gestione della mia vita: adesso che la musica è diventata la componente fondamentale, è cambiato l’ordine delle mie priorità.
Sicuramente, le criticità legate al Coronavirus ostacolano i concerti e le esibizioni dal vivo: ciò comporta delle ricadute negative anche dal punto di vista economico. Tuttavia, se c’è una cosa che ho capito in questi 29 anni di vita è che, per inseguire un sogno, non bisogna mai mollare.
Continuerò a scrivere le mie canzoni e farò di tutto per farmi trovare pronto».

Provieni da una piccola realtà della Sicilia, Caltagirone (CT), dove a volte realizzare i propri sogni, specialmente in ambito artistico, può sembrare un’ardua impresa, ma tu sembri aver intrapreso la strada giusta, qual è stato il tuo segreto?
«Ho fatto quello che fanno le persone innamorate: ho seguito il cuore e sono stato guidato dall’entusiasmo. Ovviamente è stato un gran lavoro di squadra: con la Reggae Connection e con le tante persone che ci supportano siamo riusciti a creare un “movimento Reggae” che ha coinvolto il nostro territorio. Le difficoltà ci sono state, ma siamo riusciti a superarle, cercando di diffondere un nuovo sound con tutti i mezzi possibili (programmi radiofonici, concerti, eventi ed incontri).
Dopo 12 anni, ci siamo resi conto che nel territorio del Calatino abbiamo tanta gente che conosce la nostra musica e di questo ne andiamo fieri».

Prima il concetto del tempo rivisto nell’ottica di una quarantena con il singolo “Time Taking Over” e poi quello della bellezza e autenticità dell’essere con “Ubriachi fino alle tre”, cosa ti ispira nella composizione dei tuoi testi?
«Sicuramente le esperienze che vivo, insieme a ciò che mi lascia la gente che passa dalla mia vita.
Devo aggiungere, però, che anche la mia formazione umanistica, ricca di studi e docenti meravigliosi, sta giocando un ruolo importante nella creazione dei miei brani.
Cerco di captare gli input attorno a me e di trovare le parole giuste per fare in modo che possano arrivare al cuore degli ascoltatori».

Una curiosità… perché LUVESPONE?
«Il mio nome è Guido. Tutti mi sfottevano con la più classica delle ingiurie: Guido… La Vespa. Quando ho potuto scegliere il mio nickname, ho pensato subito a “LUVESPONE”.
E quindi: “Guido…La Vespa?. No: LUVESPONE”.
Ho giocato di auto-ironia e mi è andata bene».

Alla fine della conversazione sono convinto di aver conosciuto un giovane talento pronto a conquistare il grande pubblico: la grinta e l’entusiasmo che lo caratterizzano traspaiono da ogni sua parola. Non mi resta, quindi, che augurargli ogni successo a nome di tutta la redazione di Bianca Magazine. E adesso? Assieme a Guido tutti in sella a lu vespone… si parte verso il prossimo successo!

 

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