Articolo di Omar Gelsomino,  Foto di Dario Azzaro

Travolgente, affascinante e appassionante. Questa sua passione le permette di passare facilmente dal teatro, al piccolo e al grande schermo. Guia Jelo, all’anagrafe Guglielmina Francesca Maria Jelo di Lentini, è un’attrice dal temperamento forte e vulcanico. Il parallelismo con l’Etna è d’obbligo perché lei ama descriversi «Come la sciara, forte ma innocua perché non sa di morte. Sa di amore, sa del fuoco che era prima e quindi mi reputo melanconica, struggente e struggita, eterna come la sciara. Confido nel fatto che non morirò nemmeno quando morirò, principalmente per i miei figli, i miei nipoti e poi per i miei allievi e chi crede in me. Perché la sciara è eterna, non muore mai, come l’amore, muore soltanto chi non ha mai amato. Io non sono mai stata amata ma ho amato».

Una passione per la recitazione che ha portato Guia Jelo a dividersi in ruoli comici e drammatici ma che «nasce tra i banchi di scuola, dove tutti avevano ruoli da protagonisti ed io invece avevo piccoli ruoli, fino a quando un giorno Turi Ferro mi vide recitare nella compagnia teatrale di mio zio Fernando Jelo, molto bravo e che è stato mio maestro con Giuseppe Di Martino e Giorgio Strehler, e insieme alla moglie, Ida Carrara, mi “buttarono” sul palcoscenico del Teatro Stabile di Catania. Credo che la passione per la recitazione sia nel mio Dna, l’aveva mio padre e adesso una delle mie nipoti (Guia, nda). È una passione che si tramanda».

Nella sua lunga carriera da artista sono tantissimi i ruoli interpretati, tutti importanti ma solo pochi lasciano un ricordo indelebile. «Ce ne sono talmente tanti anche perché ho avuto la fortuna di lavorare al Burgtheater di Vienna dove ho avuto un ruolo immenso a fianco di Brandauer in “Questa sera si recita a soggetto” per la regia di Bayer  – racconta Guia -. In televisione, il primo episodio del Commissario Montalbano “Il ladro di merendine”. Generalmente sono sempre gli ultimi due lavori che faccio, ma uno a cui sono affezionata è l’episodio “Black Out” della mini serie Tv “Un caso di coscienza” che ho girato con Corrado Pani».

Chiediamo a Guia Jelo cosa preferisce fra il teatro e la televisione, e quale le regala più emozioni «quando faccio teatro non vedo l’ora di fare tv, quando faccio tv non vedo l’ora di andare a fare le prove, il debutto, il pubblico. Forse quello che più mi eccita è il cinema. Una delle ultime volte che ho invitato mia nipote Guia a uno spettacolo e non è potuta venire, mi ha risposto: “È stato peggio non venire a teatro quella volta, perché il cinema lo potrò vedere sempre”. Quella risposta mi ha colpito e non la dimenticherò mai».

Il grande talento e lo spessore umano nel 2015 le sono valsi il conferimento della medaglia di Cavaliere al Merito della Repubblica. «Ho provato un’emozione enorme, dopo la nascita dei miei figli e il momento in cui li ho allattati per la prima volta, quando il prefetto mi ha appuntato la medaglia davanti ai miei figli e ai miei nipoti mi ha dato un’emozione fortissima».

I consigli per la rubrica “Jelodicoaguia” di SiciliainRosa sono stati raccolti nel libro “Donna Giudizia” di Algra Editore in cui tutte le lettere «le ho messe insieme completandole con la mia storia, con le mie origini» ma ci anticipa che sta lavorando a un libro tutto suo «frutto di fantasia, temi veri, testimonianze di persone incontrate in giro per il mondo, credo che richiederà due anni di lavoro».

Nell’ultima edizione del Taormina Film Festival è stata la protagonista in un film di Aurelio Grimaldi, “Divina Dolzedia” in cui è lei stessa a spiegarci il ruolo interpretato «sono io la Divina Dolzedia, una prostituta di sessant’anni, molto vintage e molto nave scuola, bona, simpatica, fissata con la cultura, con Dante e Jacopone da Todi, a tutti questi ragazzotti non fa sesso se non imparano almeno le cose basilari della letteratura».

Impegnata in scena con “Il cavaliere Pedagna” e “I Civitoti in Pretura” con la sua straordinaria bravura e il suo talento vulcanico, l’unica certezza è che Guia Jelo continuerà a regalarci bellissime emozioni.

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