Articolo di Angelo Barone,  Foto di Giuseppe Leone e Costantino Ruspol

É un’emozione incontrare Giuseppe Leone, parlare con lui, visitare il suo studio fotografico e la sua galleria. Frugare nei suoi archivi fotografici è come vivere la Sicilia tutta, tramite i suoi scatti fotografici fatti in sessantacinque anni di attività. Come scrive Silvano Nigro: “Leone è un narratore della Sicilia, dei suoi monumenti, delle sue feste, dei costumi e della vita tutta per immagini fotografiche. Un narratore che si è accompagnato a Leonardo Sciascia, a Gesualdo Bufalino e a Vincenzo Consolo e ha rivelato alla letteratura, la Sicilia più vera, quella degli uomini come quella della pietra vissuta e del paesaggio”.
Ero venuto per raccontare del Barocco tramite le sue fotografie e in modo naturale si comincia con la letteratura, “Il potere evocativo dell’immagine è grande, solo la poesia ha altrettanto presa” e Leone continua con l’incontro che lo farà vivere in simbiosi con la cultura siciliana «la mia fortuna è stata quella di incontrare Enzo Sellerio, il grande maestro della fotografia in Sicilia, che con la moglie Elvira pubblica il mio primo vero libro ‘La pietra vissuta’ e qui entra in scena Leonardo Sciascia, una stella polare che ha fatto della Sicilia negli anni ’60 e ’70 uno snodo culturale importante». Mentre gli ricordo che Gesualdo Bufalino lo definiva “un ladro di luce, un rapinatore di eventi che fulmina l’attimo da consegnare all’eternità”, un velo di malinconia traspare dal suo viso pensando all’assenza di quei grandi Maestri che hanno riempito la sua vita e che ha raccontato nel suo ultimo libro ‘Storie di un’amicizia’. Arriviamo al Barocco e alla collaborazione con Vincenzo Consolo e nel viso di Leone traspare la serenità e parla con passione «Il Barocchismo è il modo di essere dei siciliani e dopo il terremoto del 1693, nella ricostruzione il Barocco rinasce con nuova linfa e impareggiabile bellezza». Leone fotografa Il Barocco Siciliano e Consolo scrive ‘Anarchia equilibrata’, immagini e parole ci fanno rivivere scenografie ardite e fantastiche utopie che sfidano l’orrore della distruzione nella bellezza della ricostruzione. Quando gli chiedo della sua affermazione «La mia amata terra ha il corpo di una donna» il suo viso s’illumina e mi dice «la donna è simbolo della grande passione che si esprime nella bellezza, il paragone tra natura e donna, desiderio e passione è la metafora del mio libro Isola nuda». Arriviamo al presente con le donne e con la sua prossima esposizione ad Arles, in Francia, dove l’hanno invitato al Festival Europeo della Fotografia di Nudo dall’ 8 maggio al 13 maggio. «Il mio è uno sguardo carezzevole, che ricerca la bellezza femminile nel suo vivere quotidiano nell’incedere travolgente e nel vortice sottile dell’erotismo, ne ho colto la sensuale gestualità, le movenze che sprigionano la delicata passionalità». Oggi un’icona della moda che fa tendenza in tutto il mondo, Dolce & Gabbana, utilizza la fotografia di Giuseppe Leone, con t-shirt e felpe, per trasmettere a livello internazionale la bellezza della Sicilia con i suoi molteplici volti. Silvano Nigro, intellettuale caro a Giuseppe Leone, così lo definisce “Autentica memoria vivente della Sicilia tutta. Sa leggere il paesaggio siciliano perché ne fa intimamente parte”.

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