di Alessia Giaquinta   Foto di Totò Messina e Angelo Micieli

Carta, forbice e … fantasia. Ecco gli ingredienti che servono per realizzare degli abiti davvero originali. Eh già, avete letto bene: abiti, abiti di carta! A crearli è Giampaola Scollo, artista monterossana, che ha fatto del suo hobby l’occasione per promuovere e incentivare il riciclo creativo oltre a dimostrare che non c’è limite alla fantasia. Giampaola è una donna umile e col sorriso sempre stampato sulle labbra. Ha tre figli e presto sarà nonna, per la prima volta. È sempre indaffarata tra casa, lavoro di collaboratrice scolastica e chiesa, dove si rende disponibile per ogni tipo di mansione necessaria. Ma Giampaola, la sera, dopo aver completato le faccende domestiche, si immerge nel suo mondo creativo fatto di colori, carte, colla, nastrini e ogni cosa che non merita di stare nel cesto della spazzatura.

La incontriamo per un’intervista e lei, emozionata, si presta con piacere a raccontarci un po’ di lei e del suo creativo mondo.
Da cosa nasce l’idea di creare abiti di carta?
«L’idea nasce un po’ per gioco. Nel 2000, io insieme alla mia amica e collaboratrice Maria Giovanna Garofalo, pensammo di creare un laboratorio per il GREST (Gruppo Estivo) a Monterosso. Si trattava di realizzare abiti con la carta crespa dal momento che era il materiale più economico da usare per ottenere anche abiti elaborati, utili in alcune recite. E così iniziammo a maneggiare la carta, che non è come la stoffa: non serve ago né filo, solo colla a caldo e pinzatrice. La carta, oltretutto, è molto più fragile e va lavorata con estrema cura e attenzione».

Quanto tempo si impiega a realizzare un abito di carta?
«Il tempo che ci vuole (ride), tutto dipende se ci sono scadenze o intoppi. Ad esempio, quest’anno abbiamo realizzato 16 abiti in tre mesi. Ma non abbiamo utilizzato solo la carta crespa. Gli abiti sono fatti con carta di quotidiani, riviste, carta pacchi, découpage e le decorazioni con la plastica delle bottiglie, con i nastri dei sacchettini delle bomboniere, con i tappi delle bevande. Insomma, nulla va perduto».
E così, oltre a realizzare splendidi abiti, lanci anche un importante messaggio.
«Esatto. Prima di buttare qualcosa, mettiamo in moto la nostra creatività e il risultato sarà: meno rifiuti e più idee originali. Quasi tutto può essere riutilizzato in maniera creativa».

Hai realizzato delle sfilate?
«Diciamo che sono stata invitata in vari contesti, dal GREST, a una serata dedicata ai talenti monterossani fino ad una menzione durante il premio “Aquila d’Oro” che si tiene al mio paese. In quest’ultima occasione numerosi turisti presenti a Monterosso hanno avuto modo di vedere sfilare i miei abiti. A questo proposito ringrazio le ragazze che hanno sfilato oltre a Maria Giovanna Garofalo, Sebiana Burgio, Giovanna Pusello, Rosalba Fatuzzo e il suo figlioletto che, quando può, è sempre disponibile ad aiutarmi».

Oltre a realizzare gli abiti di carta, crei molte altre cose partendo dal concetto di riciclo creativo. Dacci qualche idea.
«Beh, potrei parlare all’infinito. Tante cose ho creato e tante ne creerò, se Dio vuole. Faccio gioielli con la plastica delle bottiglie, cestini intrecciati con la carta, vasi per fiori a partire dai vasetti di yogurt, sfere natalizie con ricami di maglioni dismessi e ora sto lavorando per creare un tavolo con i rotoli della pellicola. Qualche tempo fa, invece, ho realizzato un piedistallo con i rotoli da lettino che si trovano dalle estetiste».

Hai mai pensato di fare del tuo talento un’attività?
«No, mai. Riconosco di aver ricevuto un grande dono da Dio e non posso che metterlo a disposizione degli altri».
L’atmosfera natalizia cosa ti ha ispirato?
«Tempo fa ho realizzato presepi con la juta, con la pasta, conla lana, con la plastica delle bottiglie e, ovviamente, con la carta! Ho fatto pure un albero di natale con la plastica riciclata e uno di lana. Alcuni lavori li ho fatti con i ragazzi della scuola».

Non ti fermi mai. Qual è il tuo prossimo progetto?
«Mi frullano in mente altre idee. Per il momento però, preparo il corredino per la nipotina che arriverà (sorride)».

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